Che l’autobus sia il mezzo più sicuro a cui affidare spostamenti e viaggi, era già emerso da uno scrupoloso studio condotto dal Politecnico di Milano e presentato nel 2019 all’evento itinerante Mobility Innovation Tour. Nell’occasione emergeva infatti che è la nebbia il principale nemico e solo sei incidenti su mille riguardano i bus turistici.
Tuttavia l’attuale polemica alla luce delle ben oltre 20 milioni di dosi vaccinali somministrate, dato sempre più in crescita, vuole osservare da un altro pulpito il concetto di sicurezza sui mezzi pubblici. Sotto la lente di qualche interlocutore è finita l’imbarazzante mole di richiesta di mezzi pubblici nelle ore di punta o post scolastiche. Scaricare sul comparto tpl le pubbliche mancanze gestionali, non è certo molto carino alla luce di un carico ridotto al 50% e a tutte le operazioni che i conducenti e aziende esercitano per sanificare i propri bus ai capolinea e alla sera nelle rimesse. Analizziamo invece cosa osservano gli autisti…

Abitudini dell’ultimo minuto

In particolare nelle grandi e frenetiche metropoli, l’abitudine di uscire di casa all’ultimo momento per prendere al volo il bus, magari con il rischio di inciampare perché distratti dallo smartphone,è ormai una consuetudine a cui si è eccellentemente risposto incrementando le corse di linea e scuola bus con i pullman privati e sanificati con onerosi ionizzatori. Risorse del Recovery Plan permettendo, il comparto del turismo può senz’altro fare ancor di più se richiesto per decongestionare ulteriormente gli afflussi e smentire queste polemiche imbarazzanti.

Sicurezza sulla strada? Gli autisti sono dei Plus ultra di capacità

Osserviamo un’altra sicurezza meno conosciuta e molto più pratica, la viabilità. Se parlassimo con gli autisti di traffico indisciplinato, saremmo letteralmente sepolti da animati racconti ed esempi. Tenendo conto della statistica rassicurante del Politecnico milanese, non avete idea dell’abilità di un conducente nell’evitare con morbidezza e maestria le diverse situazioni potenzialmente pericolose durante un turno di lavoro. Sportelli lasciati aperti come delle lame, monopattini senza regole, biciclette senza luci, veicoli che frenano senza motivo davanti ai bus, auto che accelerano senza dare la precedenza nelle rotatorie, piuttosto che l’utilizzo improprio delle corsie o pedoni che attraversano dove gli pare, sono solo un infinitesimale aspetto con cui l’autista si deve relazionare ogni giorno anche in contesti ahimè sempre più aggressivi. Il passeggero non si accorge di nulla e giunge sereno alla sua destinazione, ma oltre alle doti del conducente, la stessa scheda tachigrafica e la guida in compresenza (due autisti) rappresentano una garanzia in più contro la stanchezza e fiato sul collo.
Eccellenti e capillari sono le linee a lunga percorrenza come alternativa all’auto e al treno, ma anche le linee vacanze e quelle aziendali nell’era del trasporto sostenibile. Un quadro che rappresenta il futuro su cui investire per abbassare ancor più quell’indice delle172.183 vittime di incidenti stradali (fonte Istat 2019) dove ad essere esclusi sono proprio gli autobus.

La guida di un bus rappresenta il top

Anche per i cugini camionisti, limitazioni, infrastrutture non aggiornate, viabilità autostradale oltreché la massa del carico, rappresentano uno dei fattori con cui relazionarsi durante la marcia, ma al conducente di autobus sono richieste anche doti savoir faire, comprensione e per questo motivo molte aziende richiedono esperienza in sede di colloquio. Le valutazioni costanti prima di un passaggio, potremmo riassumerle in: Analisi a breve e lunga distanza, Intuizione, Geometria ingombri e spazi disponibili, Area per un allungo di riallineamento. Queste sono le gelose qualità dei conducenti di linea, di noleggio o montagna che confluiscono nei goliardici discorsi di rimessa quando si prende un caffè raccontando e sdrammatizzando l’esperienza giornaliera.
Senza indugio, essendomi occupato anche di soccorso come molti miei colleghi, potrei fare un parallelo per confermare che viaggiare in autobus è sicurissimo. Infatti tra i conduttori più indicati per la guida volontaria di un autoambulanza o camionetta, ci sono proprio gli autisti di pullman. Semmai è la diversificata qualità del lavoro dei conducenti un punto da prendere in esame.

L’autobus è la soluzione, non il problema

Inutile nascondere che molte amministrazioni comunali hanno fatto finta di non comprendere il ruolo ecologico del trasporto collettivo con autobus, tartassando di tasse i torpedoni diretti nei luoghi d’arte dando invece il via libera al traffico privato. In diversi casi una cassa sicura, e in molti sperano in un’inversione di marcia nell’era post pandemica. Ma c’è anche da auspicare un aggiornamento di quelle mentalità aziendali obsolete e spesso intrise di preconcetti, per aprire finalmente una nuova e necessaria pagina sul nostro comparto.

di Gianluca Celentano (conducente bus)

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