Milano negli ultimi mesi è il baricentro del mondo tpl. Vi si trovano concentrate le due grandi questioni su cui il settore si dibatte: gli affidamenti (gare secondo il modello europeo o in house?) e il protagonismo di Fs, che come da piano industriale diramato nell’autunno scorso punta a diventare un attore chiave in ambito di tpl. Lo dimostra l’aggressività di Busitalia, che prosegue la sua marcia a suon di gare vinte e acquisizioni, e il primo passo di Fs nella gestione di una linea metropolitana, la lilla di Milano, su cui si è consumato lo scontro tra il direttore di Atm Bruno Rota e il Comune. Il primo avrebbe voluto che il Comune esercitasse il diritto di prelazione sulle quote messe in vendita da Astaldi (oggetto dell’offerta di Fs) e sbarrasse la strada alle ferrovie, il sindaco Beppe Sala non ha mosso un dito. Il Comune prende tempo anche sul versante della fusione Atm – Trenord, caldeggiata dalla Regione. Secondo un’analisi pubblicata sul quotidiano “Repubblica”, palazzo Marino avrebbe la mani legate: dalla qualità dei rapporti con Fs dipende anche il futuro degli ex scali ferroviari, oggetto di un altro tavolo assai delicato.

Verso la gara, avvolti dalla nebbia

Renato Mazzoncini, sulla prossima gara di Milano, ha affermato che Fs è alla finestra. «Vediamo il bando, poi decidiamo». L’interesse, insomma, c’è. E la gara “spezzatino” in corso di predisposizione tiene ben aperta la porta all’operatore del ferro. I sindacati non ci stanno, chiedono il lotto unico e a inizio aprile sciopereranno. Del resto il 30 aprile scade il contratto di servizio e la proroga non è ancora arrivata. Un’altra grana per un Comune che non decide. E anzi, come riportato sempre da “Repubblica”, non disdegnerebbe neanche saltare a piè pari la realizzazione della gara. Sala, infatti, ha dichiarato nei giorni scorsi che «non è ancora deciso che bisognerà fare una gara, perché noi abbiamo anche l’alternativa della soluzione in house». Un’opzione che non piace all’Antitrust, che in febbraio ha bocciato un articolo della legge regionale diramata il 29 dicembre 2016 in cui veniva avallata, in caso di fusione tra operatori gestori di trasporto pubblico (per esempio, Trenord e Atm) entro la metà del 2017, la proroga del contratto di servizio in essere fino alla scadenza dell’affidamento dei servizi ferroviari regionali a Trenord. Vale a dire altri tre anni.

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