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Autobus ha intervistato Stefano Rossi di Busitalia. In questo video proponiamo un brevissima sintesi di una lunga intervista che sarà pubblicata sul numero di aprile di Autobus. Stefano Rossi delinea i profili del proprio gruppo, i progetti e gli investimenti tesi al rinnovo del parco circolante. Ma non solo. Stefano Rossi di Busitalia punta il dito sul mercato della linea interregionale e svela quello che succederà a breve nel nostro Paese.

Gara Tpl del Friuli

La gara per il trasporto pubblico friulano rimane ancora appesa al palo. Busitalia-Sita Nord e Autoguidovie, unite in raggruppamento temporaneo di imprese, hanno infatti impugnato l’assegnazione del servizio al consorzio Tpl Fvg Scarl. Il ricorso al Tar è stato annunciato dalla Direzione infrastrutture e trasporti del Friuli Venezia Giulia. Un nuovo ostacolo, insomma, per una gara milionaria (130 milioni l’anni per dieci anni) che ha già una lunga storia alle spalle.

Già bloccata per ricorso di Busitalia

La procedura per l’assegnazione del servizio di trasporto su gomma e marittimo della regione si era bloccata già nel novembre 2015 proprio a causa di un ricorso. Al bando aveva partecipato solo Tpl Fvg Scarl, consorzio costituito dagli allora gestori Atap Pordenone, Apt Gorizia, Saf Udine e Trieste Trasporti (le ultime due facenti parte del gruppo Arriva Italia, a sua volta controllato da Deutsche Bahn). Busitalia-Sita Nord si rivolse ai giudici amministrativi. Il bando prevedeva di far pagare 206 milioni in due anni a chi si sarebbe aggiudicato il servizio, per acquistare il parco mezzi e le infrastrutture delle quattro società gestori del tpl. Troppi soldi anche secondo il Tar, che avvallò il ricorso. La Regione a sua volta impugnò la sentenza davanti al Consiglio di stato, che invece confermò il verdetto dei giudici amministrativi. Bando da rifare. La gara è stata assegnata sul finire dell’anno passato a Tpl Fvg Scarl, con un ribasso di 12 milioni all’anno (120 invece di 132). Adesso il nuovo intoppo. La Direzione Infrastrutture e trasporti del Friuli Venezia Giulia precisa di aver già avviato, assieme all’avvocatura della Regione, tutti i necessari approfondimenti rispetto alle tematiche proposte nel ricorso, al fine dei conseguenti atti giuridici per la costituzione dell’Amministrazione regionale nel giudizio. «Purtroppo dopo i ricorsi che si sono susseguiti in fase di gara – ha commentato l’assessore ai Trasporti Mariagrazia Santoro – dovremo attendere anche l’esito di questa vertenza legale che si è aperta prima di procedere alla conclusione della procedura. Dispiace non poter applicare con tempi certi i previsti miglioramenti al servizio così come da risultato dalla gara. La struttura sta già esaminando il ricorso per preparare le opportune controdeduzioni che mettano in luce il corretto operato dell’Amministrazione regionale».

Busitalia ‘salvatrice’ di Conerobus?

Ancona e provincia vanno verso la gara europea, Conerobus sonda la disponibilità di Busitalia a partecipare insieme. Secondo quanto si legge su “Il resto del Carlino”, l’azienda di trasporto pubblico che opera nella zona, Conerobus appunto, starebbe esplorando la possibilità di una partnership con la controllata di Fs. Il Cda di Conerobus, in vista della gara, ha ottenuto in mandato di verificare se esistono le condizioni per legarsi a Busitalia. L’operazione è stata annunciata in Commissione trasporti dal sindaco di Ancona Valeria Mancinelli e dall’assessore Ida Simonella. Il motivo? Allo stato attuale delle cose, Conerobus non ha le carte in regola per partecipare alla gara. Un terzo degli autobus ha oltre 25 anni alle spalle. Il 2016 ha fatto registrare importanti perdite. Il trend, tuttavia, non è negativo: gli anni precedenti si erano chiusi in crescita. Insomma, l’azienda ha bisogno di investire e rinnovare il parco mezzi se vuole avere qualche chance di vincere la gara. Ecco perché il Cda di Conerobus si sta rivolgendo a Busitalia, con cui erano intercorsi contatti già durante gli anni passati. Per ora è escluso, in ogni caso, l’ingresso di Busitalia nel capitale sociale di Conerobus. Le Marche andranno a gara a settembre. La sfida chiamerà in causa cinque bacini di trasporto provinciale.

Busitalia vince a Parma

Il comune di Parma ha ufficializzato mediante nota stampa che la stazione appaltante Smtp ha «ufficialmente sciolto le riserve sulle procedure di valutazione di ammissibilità dell’offerta dell’associazione temporanea d’impresa Autoguidovie-Busitalia che hanno dato esito favorevole a quest’ultima». Il trasporto pubblico di Parma e provincia passa in aggiudicazione provvisoria ai due soggetti. Un fatto, peraltro, già previsto dalle indiscrezione girate negli ultimi mesi. Busitalia, inoltre, ha visto chiudersi pochi giorni fa la maxi gara da oltre 1360 autobus bandita a fine 2016 (clicca qui per leggere com’è andata).

Comune di Parma contro Tep

Il Comune si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa e critica duramente la scelta di Tep di andare a gara da sola, una strategia «portata avanti dal presidente Rizzi contro gli indirizzi ricevuti da entrambi i soci, che ha portato alla perdita della titolarità pubblica del servizio del territorio. Abbiamo più volte rappresentato in sedi ufficiali la nostra volontà di trovare nella partnership con le altre aziende regionali, un elemento che ci avrebbe permesso di sostenere con maggiore forza la concorrenza di aziende nazionali ed europee di dimensioni ben più grandi di Tep, ma il CdA, purtroppo, non ha seguito questa strada con la sola eccezione del nostro delegato che ha riportato in assemblea i nostri propositi». Del resto, dall’altra parte della barricata hanno presentato un’offerta non solo l’ati tra la controllata delle ferrovie e Autoguidovie, ma anche l’ati Tper-Seta. Tutti accoppiati appassionatamente, insomma. Tranne l’azienda di proprietà di Comune e Provincia di Parma, che è comunque riuscita a piazzarsi al secondo posto: l’offerta di Busitalia-Autoguidovie è risultata la vincente con un punteggio di 100/100, seguita da Tep con 84,800/100 punti e infine Tper-Seta con 64,238/100 punti.

Tep – Busitalia. Ricorso al Tar?

In ogni caso, non pochi benefici deriverebbero da una gestione Busitalia, in piena e dirompente espansione in tutta Italia (citiamo solo qualche passaggio: Salerno, Umbria, Campania, Alessandria). Lo scrive sempre il Comune nella stessa nota: «non nascondiamo che vi potrebbero essere ricadute positive per il servizio vista l’ingente quantità di investimenti che Autoguidovie/Bus Italia si sono impegnati a portare sul territorio per aggiudicarsi l’offerta. Da parte nostra continueremo ad avere la massima attenzione affinché il miglioramento del servizio non avvenga a discapito delle condizioni di lavoro di autisti e personale». In ogni caso, non è escluso che anche questa volta, prima di vedere il servizio passare definitivamente di mano, si debba passare dalle aule del Tar: «Ora diventa fondamentale che il CdA valuti tutte le azioni da intraprendere per verificare un eventuale ricorso contro l’aggiudicazione provvisoria per non lasciare nulla di intentato».

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