Acque agitate in Atm Milano. Dopo gli scossoni causati dal possibile ‘matrimonio’ tra Atm e Trenord, nel capoluogo lombardo si è aperto, da settimane, il dibattito intorno alla gara di servizio del trasporto pubblico che vede aperto anche il tavolo tra il Comune e i sindacati di Atm. Lo stesso sindacato ha indetto una mobilitazione di quattro ore per il 5 di aprile in segno di protesta contro il Comune e la delibera sulla futura gara di affidamento del trasporto pubblico locale con la quale “si decide di spezzettare il sistema della mobilità milanese” e, in sostanza, si ritiene si metta a rischio il futuro di Atm.

Atm Milano, i sindacati dico no ai due lotti di gara

L’agitazione è condivisa da un po’ tutte le sigle – Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Ugl Tpl, Orsa, Faisa e Sama – che si sono ricompattate attorno alla scelta di scioperare. “È stata un’occasione mancata per il Comune, assente all’incontro, che avrebbe potuto dare le risposte alle questioni che stiamo ponendo da giorni – denunciano i sindacati – evitando così i disagi per i cittadini”.

Trasporti pubblici milanesi, l’alt dei lavoratori

Il clima nella vertenza era già teso dopo l’ultimo incontro con il Comune una decina di giorni fa. Con i sindacati che chiedevano un lotto unico nella gara che includesse tutti i servizi per la mobilità, dai metrò e tram al bike sharing. Ma in quella sede il Comune aveva riconfermato l’impostazione della delibera, che invece dividerà la gara in (almeno) due lotti. “Un rischio di spezzatino dell’azienda e del nostro posto di lavoro”, avevano tuonato i sindacati. Così ieri si è arrivati alla scelta di scioperare, “ed è solo la prima azione di sciopero in Atm – avvertono i sindacati – per garantire la qualità del servizio della Città metropolitana e il lavoro per migliaia di famiglie milanesi”.

 

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