Mobility Innovation Tour a Bologna, tra esempi virtuosi e prospettive globali

Il Mobility Innovation Tour passa da Bologna su ospitalità di Tper. Questa mattina, sul palco della sala di via Saliceto, sono intervenuti referenti della municipalizzata bolognese ma anche esponenti di Conerobus Ancona e Trieste Trasporti, con l’obiettivo di fornire una panoramica delle soluzioni innovative in termini di mobilità messe in campo dalle aziende italiane di trasporto pubblico. Esempi virtuosi accompagnati, tra gli altri, dall’intervento di Emanuele Proia, co-direttore di Asstra. Iveco Bus, partner della rassegna di appuntamenti promossa dalla rivista Autobus e dal Cifi, ha incarnato la voce dell’industria.

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mobility innovation tour bologna

Gualtieri in apertura per il Mobility Innovation Tour bolognese

Ad aprire i lavori il presidente di Tper Giuseppina Gualtieri: «Abbiamo il dovere di guardare avanti. La tecnologia corre veloce. Quando sono arrivata in Tper, nel 2012, la tematica dell’elettrico e del metano liquido (Tper ha bandito e aggiudicato la prima gara europea per l’Lng in tpl, n.d.r.) sembrava molto lontana. Oggi parliamo di cose concrete». Gualtieri ha fatto cenno all’importanza della manutenzione: «Abbiamo una flotta con età media avanzata, avrebbe comportato criticità al servizio se non avessimo fatto investimenti necessari in manutenzione».

Asstra, la Consip ha prodotto innalzamento dei prezzi

Emanuele Proia, co direttore di Asstra, ha sottolineato come «siamo in una fase di espansione degli investimenti pubblici in trasporto pubblico. Dal 2015 al 2033 sono stati stanziati 4,5 miliardi per il rinnovo delle flotte che potrebbero sviliuppare un investimento complessivo di 8 miliardi». Non sono mancate parole dure nei confronti della gara Consip: «La gara Consip ha prodotto un innalzamento dei prezzi: il 20 o 30 per cento in più rispetto a quanto le aziende riescono a spuntare senza acquisto centralizzato. La Consip deve rimanere facoltativa»
Il ruolo del trasporto pubblico appare centrale in una fase di crescente urbanizzazione: «Oggi il 69 per cento degli spostamenti in Italia avviene in ambito urbano, nel 2050 la previsione è che siano il 50 per cento. Il trasporto pubblico deve recuperare quote in confronto all’auto privata, gli investimenti sono essenziali».

Conerobus per la sicurezza, col digitale

Tper è stata rappresentata anche da Fabio Monzali, dirigente infrastrutture, che ha fornito una panoramica dei progetti avviati dall’azienda emiliana. Muzio Papaveri, presidente di Conerobus ha illustrato le caratteristiche di un innovativo sistema anticollisione, pensato appositamente per segnalare ai conducenti dei mezzi pubblici situazioni di pericolo mentre sono al volante. Inizierà ad essere sperimentato a partire dall’inizio di ottobre nella flotta dell’operatore di Ancona. Questa tecnologia, messa a punto dalla società israeliana Mobileye specializzata nello sviluppo di soluzioni avanzate per l’assistenza alla guida, è già utilizzata all’estero e grazie alla sperimentazione di Conerobus viene impiegata nel trasporto pubblico locale per la prima volta in Italia.

Trieste Trasporti, una flotta di giovani diesel

Ha portato l’esperienza del trasporto pubblico triestino Riccardo Gerin, direttore d’esercizio di Trieste Trasporti, un’azienda che rinnova «il 15 per cento degli autobus ogni anno, l’età media è di 4 anni». Allo studio ci sono sistemi innovativi di accessibilità e bigliettazione rivolti a ipovedenti e non vedenti. Investimenti in autobus elettrici? Non ancora. «Richiedono un ripensamento del sistema complessivo di gestione – così Gerin -. Abbiamo fatto degli esperimenti. In ogni caso la totalità della nostra produzione è fatta con Euro V o Euro VI. Ciò ci ha consentito di avere un’impronta ambientale molto bassa».

Una molteplicità di ricette per la sostenibilità

Riccardo Genova, professore del dipartimento DITEN dell’università di Genova, si è focalizzato sulla “Sostenibilità tecnica ed economica per i sistemi a propulsione elettrica”, fornendo una panoramica relativa al tema dell’autobus a idrogeno ed elettrico, con particolare riguardo alle importanti ricadute in termini di autonomia del riscaldamento o condizionamento. «Non esiste la ricetta che va bene per tutti – così Genova -. Nei singoli casi potranno essere valutate le migliori soluzioni in termini, per esempio, di ricarica rapida o lenta o di una combinazione delle due». Suggestiva è la prospettiva di introduzione, anche in Italia, di vetture ad alta capacità tra i 19 e i 22 metri, o addirittura fino ai 25 metri, come in alcuni casi in Europa.

Iveco: tante le opzioni, il diesel è ancora in gioco

«Il diesel non è morto. Ci permetterà di accompagnare il passaggio verso l’elettrico aiutando a svecchiare le flotte. Sicuramente non è il futuro ma rimarrà un protagonista importante ancora per qualche anno»: parola di Davide Pollano, manager di Iveco Bus per il mercato sud Europa. «Tutti i 294 autobus Euro VI consegnati a Cotrap emettono una quantità di inquinanti paragonabile a quella di 3-4 autobus Euro 0 o Euro I». In tema di elettrico «Non dobbiamo sottovalutare il prodotto cinese con cui ci confrontiamo».

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2019-05-13T11:36:13+00:001 Ottobre 2018|Categorie: MOBILITY INNOVATION TOUR|Tag: , , , , , |