Riflettori accesi sul Setra ComfortClass S 515 Hd, protagonista (insieme al TopClass S 516 Hdh) di una presentazione stampa a novembre in quel di Lisbona.Brand e sicurezza attiva.

Un tocco – piccolo – all’estetica, e una consistente spinta al software. Su questi due pilastri si gioca il lancio in versione rinnovata della gamma Setra 500. Immutate la piattaforma, le lunghezze in gamma, gli interni, l’aerodinamica (il Cx rimane assestato sul – notevole – 0,33 dichiarato in sede di lancio della serie 500 una decade fa), l’estetica, al di fuori di qualche ritocco volto a rafforzare la celebrazione del brand. Di facelift si tratta, se ci si ferma all’apparenza. Il grosso delle novità, invisibili all’occhio, sono celate nel cuore tecnologico del veicolo. E qui è lecito parlare di un vero e proprio, nuovo, salto di qualità nel cammino della casa di Ulm (e del gruppo Evobus nel suo complesso) verso sistemi di assistenza alla guida sempre più performanti.

Gli interni del Setra S 515 HD

12.295 millimetri di lunghezza, l’S 515 Hd può ospitare un massimo di 53 passeggeri. Nulla di nuovo sotto il portellone posteriore: il motore per tutti e sei i modelli della ComfortClass, è il più che rodato Om 470 Euro VI da 394 (solo per il ‘corto’), 428 o 456 cavalli (quest’ultima è la taratura del veicolo presentato in queste pagine), fino ai 476 dell’Om471 disponibile sui modelli a tre assi, e unica scelta per il terzetto TopClass (476 o 510 cavalli).

Passiamo al design. Il logo ‘Setra’ è affidato a un inserto tridimensionale che ha l’obiettivo di fornire l’impressione di una scritta cromata ‘galleggiante’ su uno sfondo nero lucido (una diarchia di colori invertita rispetto al passato, quando le lettere, in font nero, apparivano direttamente inserite nel fascione argenteo del frontale). Il nero adottato per lo sfondo del logo ha l’ulteriore benefit di nascondere la tecnologia radar installata per i sistemi di assistenza alla guida. Ineludibile, lo stemma Kässbohrer accompagna il logo Setra sul frontale. Frecce, luci diurne e posizione sono incastonate, sul frontale, negli inserti lineari che incorniciano dall’alto i gruppi ottici principali, incanalando la prospettiva verso il logo. Questo sui ComfortClass e TopClass. Sul due piani rimangono in auge le linee arancioni che integrano soltanto gli indicatori di posizione.

Setra S 515 HD, novità al cockpit e nei service set

Incrementati gli inserti di colore nero. Le paretine dietro il sedile conducente e hostess sono ora in vetro nero opaco e recano, di nuovo, ben visibile il logo Setra: una scelta di design volta a improntare la vista frontale dell’autobus a una sensazione di continuità cromatica e di richiami estetici con il brand ospitato al centro della calandra. Belli i nuovi service set: incorniciati da una piattaforma di luce tenue, offrono bocchettoni dell’aria ora tondi e direzionabili a 360 gradi. Consueta eleganza per gli interni, con sedili dotati di tavolino, portabibita, retina portaoggetti, maniglie. Uno sguardo al posto guida. L’accensione del veicolo avviene in modalità ‘keyless’. Immutato il feeling Setra, sul quale c’è veramente poco da dibattere. La sostanza è la stessa. A sinistra la consolle per il freno di stazionamento elettronico (la funzione ‘hold’ si attiva automaticamente premendo con vigore sul pedale del freno a veicolo fermo).

Il sistema di assistenza alla partenza in salita è standard sulla TopClass. L’impianto di telecamere veicola sul monitor dieci pollici disponibile alla sinistra del driver una visuale a 360 gradi dei dintorni del coach e varie altre opzioni di visualizzazioni utili ad agevolare le manovre. Il sistema di infotainment è stato aggiornato. Il monitor a 7 pollici alla destra del driver può essere governato via comandi touch, pulsanti o comandi vocali. A disposizione dei passeggeri monitor Hd da 21,5 pollici.

La meccanica del Setra S 515 HD

Veniamo al dunque. Le tecnologie di sicurezza attiva fanno un salto di qualità importante e rappresentano di gran lunga la pietanza più gustosa di questo (ri)lancio. Tanto che la definizione appena adottata inizia a stare stretta. Per- ché di ‘assistenza alla guida’, di fatto, si tratta. Financo ‘sostituzione alla guida’. Ma procediamo con ordine. La condizione sine qua non è l’adozione di una piattaforma elettrica ed elettronica aggiornata. Una tecnologia non ancora disponibile sul bipiano S 531 Dt e sull’altro Classe III del gruppo: il Mercedes Tourismo. I quali di conseguenza rimangono per il momento esclusi da questi sviluppi. Per il double decker una motivazione aggiuntiva è legata alla stazza: i sistemi di assistenza attiva vanno necessariamente rimodulati e tarati ad hoc. Poco male: stiamo parlando di un prodotto lanciato appena cinque anni fa.

Il battesimo dell’Active drive assist 2

 La rinnovata gamma 500 tiene a battesimo non solo l’Aba 5 già inaugurato sull’Intouro (ora in grado di avviare una frenata anche in vista di pedoni in movimento fino a una velocità del mezzo di 50 chilometri orari) e montato di serie. Soprattutto, vede qui la luce l’Active drive assist 2, disponibile come optional. Un vero unicum: il primo sistema che consente la guida semiautomatica di un coach. Ed è effettivamente sorprendente, ancorché affinabile, la funzione di guida ‘autonoma’ all’interno della corsia di marcia. Con la premessa che il funzionamento è legato alla presenza contemporanea di fattori quali una perfetta visibilità e un disegno ben chiaro delle corsie di marcia sull’asfalto.

In consolle c’è il Go 250-8 Powershift automatizzato a otto rapporti più retromarcia. Irapporti nelle varie marce e le velocità raggiungibili con pneumatici 295/80 R22.5 (e
rapporto al ponte di 3,58), sono i seguenti:

Nell’ambito di questi presupposti, il sistema, come già accade sulle vetture di gamma medioalta, ‘aggancia’ il centro corsia (o, a discrezione del conducente, ci si può posizionare leggermente a sinistra o a destra) e regola autonomamente la direzione in modo da presidiare la posizione, rispettando nel contempo la distanza dal veicolo che precede. È il caso di immaginare la tecnologia Active drive assist 2, disponibile a tutte le velocità, come il punto di congiunzione di una serie di impianti di sicurezza, che sotto la sua egida lavorano mano nella mano. L’Active drive assist 2 segue innanzitutto i ‘comandamenti’ del Predictive powertrain control (di serie), in grado di prevedere l’andamento della topografia stradale e impostare la guida nell’ottica della maggior economicità possibile. Con due news: ora il Ppc è arricchito di Driver score, che fornisce al conducente feedback e consigli di guida economica, e ‘vede’ anche le rotonde. Informa il driver tramite apposita grafica sul quadro luci, abbassa autonomamente la velocità fino a 15 km/h e riaccelera in autonomia in uscita dalla rotatoria.

Debutta la frenata di emergenza

Tornando all’Active drive assist, questi sfrutta le funzionalità di Adaptive cruise control, Lane assist e Aba 5 e i rispettivi sensori radar e telecamere per mantenersi in corsia e aggiustare la distanza di sicurezza. Il quattro razze è governato dal motore elettrico integrato al volante che prende il nome di Active steering assist (identificato, quando in funzione, dal simbolo verde del volante sul quadro luci). L’Active drive assist 2 può essere disattivato lasciando in funzione cruise control adattivo e Pcc. Quando il sistema non ‘vede’ più una o entrambe le linee di demarcazione della corsia, compare un segnale visivo sul quadro luci, unitamente a una vibrazione del sedile. Lecito pensare che il conducente, a segnaletica orizzontale fresca, possa rischiare di rilassarsi. Entra qui in gioco il sistema che ne monitora la presa sul volante: una tecnologia, ‘affogata’ nel meccanismo di sterzata idraulico, che controlla in tempo reale, costantemente, la forza e l’intensità della presa, in modo da percepire i segni di un colpo di sonno o di un malore. A cui segue quella che in Setra definiscono ‘cascata’ di segnali volti a riportare al timone il conducente. È sufficiente imprimere un piccolo colpo al volante per comunicare al sistema che si è di nuovo al comando. Passati sessanta secondi senza risposte agli alert, si mette in moto la funzione Emergency stop, sulla quale campeggia un ulteriore bollino ‘new’. In poche parole: il software del veicolo attiva le quattro frecce e avvia una frenata progressiva del bus fino ad arrestarlo, il tutto senza derogare – laddove possibile – al rispetto della posizione in corsia. Inutile dire che il driver può fermare il processo in qualsiasi momento. Le prossime novità, nel mondo Setra, arriveranno nel medio termine dalla gamma Le Multiclass.

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