IMPRESSIONI DI GUIDA / Iveco Crossway Elec Normal Floor: come il vino buono
Il Crossway Elec Normal Floor porta nel segmento zero emissioni il successo di una gamma da 20 anni di storia e oltre 70mila unità vendute, grazie a motore Cummins, batterie Fpt, nuovi Adas e un design rinnovato Nel 2006 nessuno avrebbe potuto prevedere che, vent’anni dopo, un autobus interurbano su due venduto in Europa sarebbe […]
Il Crossway Elec Normal Floor porta nel segmento zero emissioni il successo di una gamma da 20 anni di storia e oltre 70mila unità vendute, grazie a motore Cummins, batterie Fpt, nuovi Adas e un design rinnovato
Nel 2006 nessuno avrebbe potuto prevedere che, vent’anni dopo, un autobus interurbano su due venduto in Europa sarebbe stato un Crossway. Nasceva infatti quattro lustri fa, dalle ceneri dell’Arway, l’Irisbus Crossway. Da allora ne sono stati venduti oltre 70mila in più di 45 Paesi. A Vysoké Mýto ne sfornano venti al giorno.
«Europeo a tutti gli effetti». Così titolava AUTOBUS nel luglio 2006. Vent’anni dopo, ci troviamo ad analizzare caratteristiche e prospettive dell’ultimo nato di una gamma che, nel corso del tempo, è diventata una famiglia estremamente numerosa. Se inizialmente il Crossway veniva proposto in tre misure e con motorizzazioni Euro IV, oggi è disponibile in quattro lunghezze (10,8; 12; 13; 14,5 metri), con motore diesel, anche compatibile con Hvo, a gas Cng, mild hybrid ed elettrico, sia in configurazione Low entry sia Normal floor.
Il tutto senza contraddire l’assunto del titolo di vent’anni fa. Se c’è un autobus che ha rappresentato fino a oggi, nel mondo del trasporto pubblico, la filiera europea – anzi, un caso di successo della filiera europea – beh, questo è il Crossway, sviluppato tra Lione e Torino e prodotto in Repubblica Ceca, a Vysoké Mýto, nel 2006 così come nel 2026. Con una postilla: negli ultimi anni si è aggiunta la possibilità di produrre la versione tradizionale in Turchia, sulla base di un accordo industriale con Otokar, nello stesso stabilimento di Sakarya dove viene realizzata anche la gamma Streetway.
Ma veniamo al prodotto. Il protagonista di questo servizio è il Crossway Elec Normal floor, lanciato a fine 2024, dopo la presentazione della variante elettrica Low entry nel 2023. La pagina che state leggendo accompagna la realizzazione di un video test drive in uscita prossimamente sui nostri canali.
Forte di 68 unità immatricolate in Italia dal 1° gennaio al 31 agosto 2026 (riconducibili alle consegne per Arst in Sardegna), il Crossway Elec detiene oggi il monopolio in un segmento, quello dell’intercity elettrico, che sta vivendo i suoi albori. E dove la concorrenza si sta facendo sfrenata: oltre all’eIntouro di Mercedes, che entra in produzione quest’anno in Turchia, i colossi cinesi Yutong e BYD hanno le carte in regola per dire la propria.
Una premessa, prima di passare ad aspetti tecnici e allestimento, è d’obbligo. Il veicolo approfondito in queste pagine è un esemplare con omologazione francese e configurazione scuolabus. Nessun particolare orpello nell’abitacolo e una dotazione di batterie decisamente anomala: appena 280 kWh, sufficienti per percorrere meno di 200 chilometri. Troppo poco per l’esercizio tpl. Un esemplare, insomma, non rappresentativo delle reali potenzialità della gamma.
Partiamo dalle dimensioni. Sfiora i 13 metri di lunghezza: per la precisione 12.962 mm (rispetto al 12 metri cambia solo il passo), mentre l’altezza raggiunge i 3.650 mm, una ventina di centimetri in più rispetto alla versione Natural Power (Cng). Un valore imputabile alla presenza dei moduli batteria sul tetto, che comportano anche un leggero abbassamento del padiglione all’interno dell’abitacolo.
Le batterie vengono da Torino
A muovere il Crossway Elec è il motore elettrico centrale Elfa 3 fornito da Accelera by Cummins con una potenza massima di 290 kW e una coppia di 3mila Newtonmetro. Il Crossway non prevede trasmissione. Il ponte è lo stesso ipoidale adottato dal Low Entry e dalle versioni termiche. All’anteriore troviamo invece l’assale indipendente Zf Ri75e. Il rapporto al ponte sul veicolo in prova è di 6,17.
Le batterie sono assemblate internamente da FPT Industrial e in questo caso offrono, come menzionato, una capacità di quasi 280 kWh, suddivisi in quattro moduli da 69 kWh ciascuno. Diverse, tuttavia, le opzioni disponibili: da tre fino a sei pacchi batteria. Due moduli standard sono alloggiati nella sezione anteriore del tetto, leggermente arretrati rispetto all’assale. Altri due moduli trovano posto trasversalmente nel posteriore. Per un eventuale quinto e sesto modulo l’habitat naturale è invece la bagagliera, la cui capacità viene però in quel caso ridotta. La dotazione massima raggiunge i 415 kWh, perfettamente allineata a quella dell’eIntouro e leggermente più contenuta rispetto a Yutong Ic12e e BYD B12.b Hf, tutti in ogni caso sotto il mezzo megawattora. Il sistema di ricarica è quello classico, tramite presa Ccs Combo 2 collocata posteriormente sul lato destro.
Nuova vita col facelift
L’aggiornamento estetico introdotto negli ultimi anni ha modernizzato l’immagine del Crossway, oggi contraddistinto da un frontale ben riconoscibile – e imitato… – che vede i due gruppi ottici, ora full led, disposti obliquamente e collegati da un inserto nero. Per l’accesso a bordo sono previste due porte: singola quella anteriore, mentre la posteriore può essere a una o due ante. In quest’ultimo caso è possibile scegliere tra ante simmetriche o asimmetriche, così da favorire la presenza di un eventuale sedile biposto a sbalzo, ripiegabile, in corrispondenza del vano scala: è il caso del ‘nostro’ bus.
La capacità complessiva è di 63 passeggeri seduti (inclusi due strapuntini), mentre il volume della bagagliera raggiunge i 5,1 metri cubi in presenza della rampa elettrica per carrozzine, come nel nostro caso. In assenza di quest’ultima, lo spazio salirebbe a quota 6 metri cubi. Vanno aggiunte al computo le cappelliere, che garantiscono oltre 2,2 metri cubi supplementari. Le sedute sono, come da tradizione, realizzate internamente. Per i servizi di trasporto pubblico interurbano il riferimento resta la gamma Lineo; nel caso specifico, tuttavia, la dotazione è decisamente più essenziale, con sedili in tessuto privi di poggiapiedi, braccioli, prese Usb e retine portadocumenti. Da scuolabus, appunto.
Di Adas in Adas…
Ma il rinnovamento del Crossway non si ferma al design. Nel nuovo frontale sono infatti integrati i sistemi di assistenza alla guida richiesti dal Gsr2. Oggi il Crossway dispone di una suite Adas che comprende il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco (Bsis), l’Intelligent speed assistance (Isa) che segnala il superamento del limite di velocità (e la cui telecamera integra anche un sensore di luminosità che consente l’accensione automatica dei fari anteriori), il Moving off information system (Mois) deputato a controllare l’area prospiciente il frontale del veicolo durante le partenze. Non può mancare il Ddaw, che rileva segnali di stanchezza o disattenzione del conducente. Il nuovo cockpit presenta un ambiente decisamente più moderno ed ergonomico rispetto alle precedenti generazioni, con display interamente digitale e a colori. A porte aperte o in retromarcia si attiva lo schermo a destra del volante, dove vengono mostrate le relative immagini. È inoltre presente una leva per il recupero energetico che funziona in modo analogo a un retarder e offre cinque livelli di intervento.
E il futuro? Nella primavera del 2024 il gruppo Iveco aveva presentato un piano strategico 2024-2028 che prevedeva un investimento di 300 milioni di euro nello sviluppo di una «piattaforma elettrica modulare con batterie integrate al telaio», nelle parole dell’allora presidente Iveco Bus Domenico Nucera. Un anno fa è stato raggiunto l’accordo per la vendita a Tata, con closing previsto nel terzo trimestre di quest’anno. Un’operazione nella quale il Crossway, per volumi e margini, rappresenta certamente un asset centrale.







