di Gianluca Celentano (conducente bus)

Dopo l’anomalia di un virus che ha messo in ginocchio il mondo, non avrei mai pensato di uscire da un drammatico tunnel per imboccarne un altro ancora più sconvolgente, interfacciandomi con un dramma così vicino e sinora presente solo nei ricordi degli anziani: la guerra, indirettamente molto vicina a noi. Il premier Draghi durante la conferenza di Versailles appare ottimista sulla tenuta del Pil nazionale, ma avverte : “Non siamo in un’economia di guerra ma dobbiamo prepararci”. Nel frattempo però, i costi dei carburanti sono saliti alle stelle e i cugini autotrasportatori – per primi – sono obbligati a uno stop per il caro gasolio.

Per il trasporto passeggeri l’allarme arriva da Anav che impone al governo immediate misure di contrasto e di non speculazione, ma nel frattempo in diverse realtà del tpl le corse dei bus sono già alternate per contenere i costi.

Che fine faranno i privati?

Un’altra incognita sul salasso dei costi energetici e dei carburanti è legata alle società di autobus turistici che dal 2021 surrogano in subappalto i servizi di linea ordinari di partecipate e grandi società del tpl. Per effetto del Covid, come sappiamo, tutta la filiera del mercato del turismo è al capolinea per come la si conosceva qualche anno fa, ma la possibilità condivisa di poter entrare nei bacini polifunzionali del settore automobilistico ha rappresentato una pratica soluzione. Quanto basta per non chiudere definitivamente le piccole società di torpedoni. I servizi di linea, i servizi per le scuole, le navette aziendali e gli shuttle aeroportuali rappresentano oggi una salvezza per il comparto del noleggio a cui si aggiungono anche i piccoli vettori che sopravvivono grazie alla luce riflessa dei ristori approvati all’epoca dal ministro Giovannini. Inutile sottolineare che c’è preoccupazione nel comparto, in particolare oggi che nelle grandi aziende è inevitabile un forzato dietro front economico per contenere i costi.

Sono sconvolgenti le immagini che arrivano dall’Ucraina e, in mezzo ai troppi fake che girano in rete, anche l’Italia parla di corridoi umanitari per portare in salvo i più fragili, donne e bambini nonché perseguitati, i quali, stando alle stime, potrebbero arrivare a circa 800-900 mila persone.

In attesa di disposizioni politiche più chiare e a fronte di un dramma non commentabile, alcune società di noleggio hanno voluto offrire qualche viaggio verso il confine ucraino come mi racconta Mirko Moretti titolare della Moretti bus di Spirano (Bergamo). I viaggi di andata sono con generi di prima necessità offerti dalle associazioni e Caritas, mentre il ritorno è riservato a donne e mamme con i loro bambini. Si privilegia l’uso di minibus proprio per contenere i costi del carburante e dei due autisti, ma già in diverse regioni d’Italia altri pullman sono partiti per analoghe iniziative. Ad esempio la società di autoservizi F.lli Verona è partita da Pietrasanta (Lucca) rientrando dall’Ucraina con 28 profughi come riporta il quotidiano “Il Tirreno”. L’idea potrebbe essere quella di far “noleggiare” i bus da associazioni e Croce rossa per permettere l’evacuazione della popolazione più debole.

Società sul campo

Nel frattempo anche il know-howFutura Mobilità”, il brand di mobilità che raggruppa le più rinomate imprese del trasporto passeggeri e che si propone di lanciare idee innovative e creare lavoro, non è stato a guardare. Ieri infatti, un Irizar I6S della Caldana International, è stato messo a disposizione della Onlus milanese “Rob de mat” la quale ha caricato le bagagliere di generi di prima necessità diretti al confine ucraino da dove ripartirà per Milano con a bordo un carico di rifugiati.

Sui piazzali del terminal di Cologno Nord

Il viavai di vettori di linea è notevole e a esso si aggiungono le linee Atm, Autoguidovie e Dossena. Tra le società private minori c’è Marasco, Busnelli e Grassani, ma anche la bergamasca Perico. Ho parlato con Aziz, un autista marocchino da più di trent’anni in Italia, soprannominato lo svizzero per il suo attaccamento al lavoro e precisione. Aziz mi conferma che è pronto per partire verso l’Ucraina per sottrarre alla guerra le persone e, dietro di lui, spunta Omar che gli fa eco con un chiaro accento bergamasco. Tuttavia anche i colleghi di Atm si sono dimostrati sensibili e disponibili a iniziative condivise, come mi racconta Luigi della linea 702. Alle iniziative è anche pronto Mirko della MABB autoservizi di Sovere (Bg), in sosta al capolinea.

La percezione è di una grande solidarietà che francamente non credevo ci fosse più nel settore e, seppure la situazione sia molto delicata a livello geo politico oltreché non certo rosea per gli autisti, rincuora ascoltare le parole dei miei colleghi. Sia con l’emergenza Covid che di fatto non è terminata, sia con quella in atto, il mondo del trasporto persone ha dimostrato e dimostra la sua indiscussa rilevanza strategica, nonché, nel noleggio in particolare, quella piacevole simpatia e disponibilità sempre professionale dei suoi autisti.

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