di Gianluca Celentano

Nord-Est alpino, dalle Dolomiti al Friuli

Le Dolomiti sono tra le destinazioni più attraenti e spettacolari d’Europa, ma per un viaggio in bus non si può dire che non presentino problemi. Si possono visitare bene, ma solo seguendo una programmazione precisa che tenga conto di accessi controllati, parcheggi esterni e navette locali: il resto va fatto a piedi o in bicicletta.

La Pedemontana pordenonese

Può essere percorsa partendo dal paese di Polcenigo che, tra acque cristalline, vicoli in pietra e scorci quasi fiabeschi, è uno dei borghi più affascinanti del Friuli-Venezia Giulia, capace di regalare un’atmosfera rilassante dove natura e storia convivono a pochi passi dalle sorgenti del Gorgazzo. Una meta ideale per chi vuole staccare la spina dalla frenesia delle metropoli, riscoprendo un turismo per certi versi terapeutico. Da Polcenigo il viaggio prosegue nel Friuli occidentale, nell’area dell’Alto Livenza proseguendo verso Caneva e Sacile, dove sorgenti, borghi, castelli, centri storici compongono un itinerario ricco ma ancora abbastanza gestibile per il turismo in pullman. Qui l’accoglienza appare discretamente strutturata con punti di carico e scarico, parcheggi facilmente raggiungibili e percorsi a piedi che rendono il viaggio più agevole per gruppi, conducenti e accompagnatori.

Salendo invece verso le Dolomiti orientali, tra Alto Adige e Veneto, lo scenario cambia completamente. Località come la Val Fiscalina, le tre Cime di Lavaredo, il Lago di Braies e Prato Piazza offrono paesaggi straordinari, ma richiedono una pianificazione più attenta. È bene tenere conto del fatto che navette locali, accessi contingentati, pedaggi, prenotazioni e limitazioni stagionali fanno parte di questa area turistica. Qui il pullman accompagna il viaggio, ma spesso non entra nei luoghi più sensibili, non per un limite organizzativo, ma per una scelta di tutela ambientale.

Strade, soste e servizi

L’Ente regionale per la promozione turistica, Promo Turismo FVG, da me contattato, è stato rapidissimo nelle risposte, ma soprattutto apprezzabilmente accurato e gentile, fornendo una serie di indicazioni dedicate ai bus turistici. A Polcenigo (PN), il bus park si trova in via San Rocco, da dove il gruppo può raggiungere a piedi il caratteristico centro storico. Viene inoltre segnalato che il sabato mattina, in concomitanza con il mercato, il parcheggio viene spostato nell’area del Gorgazzo.

Le sorgenti del Gorgazzo e quelle del Livenza alla Santissima si trovano entrambe nel territorio di Polcenigo e distano circa 3-4 chilometri l’una dall’altra, quindi pochi minuti in bus o in auto. Le due aree fanno parte dello stesso affascinante sistema di risorgive ai piedi del Cansiglio. Sempre da Polcenigo si può raggiungere Caneva attraversando il sito palafitticolo del Palù di Livenza, patrimonio UNESCO. Lungo il percorso si incontra anche la terza sorgente del fiume Livenza, il Molinetto. A Caneva è possibile visitare il Castello nel borgo in cima alla collina. Qui il bus può arrivare nelle vicinanze, ma è consigliato coordinarsi con i volontari della Pro Castello per l’accesso finale. Tra Caneva e Sacile il percorso prosegue tra scorci d’acqua, ponti e passerelle pedonali. Per i gruppi in pullman risultano pratici i punti di carico e scarico di via Ponte Lacchin e via Carducci, mentre la sosta del bus può avvenire liberamente nell’area del Palamicheletto. A Sacile la visita a Palazzo Ragazzoni è gratuita, ma su prenotazione tramite Promo Turismo FVG. Più a sud, Villa Varda a Brugnera dispone di un comodo parcheggio dedicato.

A circa 150 km da Polcenigo la Val Fiscalina, in Alto Adige, segue un modello alpino più regolamentato e complesso per il turismo in pullman. Nel cuore delle Dolomiti, patrimonio  UNESCO, l’accesso punta verso una mobilità sostenibile con navette dedicate, limitazioni stagionali al traffico e parcheggi contingentati che rendono necessaria una pianificazione attenta, soprattutto nei mesi estivi. Le strade risultano generalmente curate e panoramiche, ma gli spazi per gli autobus turistici sono limitati e, in alcuni casi, non è previsto il parcheggio in valle. 

Il parere dell’autista

“Non è difficile arrivarci, è difficile girarci”. Esordisce così un navigato conducente di bus Gran Turismo, aggiungendo che “le Dolomiti sono bellissime, ma non adatte ai pivelli”, riferendosi agli autisti senza esperienza di montagna. Infatti, più si sale e più serve esperienza, sangue freddo e qualche alternativa pronta. Tra gli ostacoli – questa volta non naturali – racconta che camper e auto rendono spesso complicati passaggi, curve e possibilità di accostare. Continua spiegando che le Dolomiti sono regolamentate un po’ come tutti i grandi passi alpini: “Una volta arrivato in quota trovi località famose come il Pordoi, il Sella o il San Pellegrino. Poi ci sono posti come Santa Maddalena, dove si arriva fino a un certo punto e da lì i turisti proseguono con funivie o mezzi dedicati”. “Le strade sono quasi sempre impegnative, con tanti tornanti, dislivelli e bisogna stare attenti soprattutto nei weekend e nei festivi, quando trovi biciclette, moto, camper e tantissime auto. I camperisti, molto spesso, diventano un problema nei punti più stretti”. Sui servizi, invece, il giudizio è positivo: “Nei passi principali trovi parcheggi, ristori, bagni e negozi. E spesso gli autisti vengono trattati bene con qualche sconto, una colazione offerta o un pranzo a prezzo ridotto. Con 10-15 euro, di solito, mangi. La vera difficoltà – conclude – non è tanto l’organizzazione turistica, ma proprio la guida. La montagna ha le sue regole e non ci puoi mandare chi non ha un’esperienza specifica”.

La pagella dell’autista

Dove 0 significa “da evitare” e 5 “viaggio semplice e rilassante”

Viabilità per bus turistici
4/5
nei giorni feriali: Fuori dai grandi picchi turistici la circolazione resta generalmente gestibile. Il traffico c’è, ma rientra nella normalità alpina. Attenzione però: carreggiate strette, curve e attraversamenti di borghi richiedono esperienza e prudenza.

2/5 nei weekend e nei periodi di punta
Qui il discorso cambia. Auto, camper, motociclisti e soste improvvisate possono trasformare il viaggio in una prova di pazienza. Chi guida un autobus ha bisogno di spazio, ma non sempre gli altri utenti della strada sembrano rendersene conto.

2/5 con neve o ghiaccio
La montagna non perdona improvvisazione. “Incatenare” spesso è indispensabile per effettuare tornanti impegnativi e discese dove serve grande attenzione. In salita aiuta anche l’inerzia, purché chi precede non resti bloccato. Il vero nemico, però, resta lui, il ghiaccio, subdolo e spesso quasi invisibile.

4/5 Servizi per autisti e turisti
Punti ristoro e strutture non mancano, anche salendo di quota. Il limite è piuttosto logistico, perchè non sempre un bar o un rifugio coincidono con spazi adeguati per la sosta di un autobus Gran Turismo.

Accessibilità per persone con mobilità ridotta
In linea generale sì, soprattutto nelle località più organizzate. Serve però pianificazione preventiva, perché tra dislivelli, parcheggi distanti e percorsi montani alcune tappe possono risultare impegnative.

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