Verona, ingrana la marcia il progetto filobus: linea pronta nel 2022

di Stefano Alfano

Riparte a Verona il progetto filobus: è stato approvato il 28 giugno 2018 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo ha annunciato il presidente di AMT Verona, Francesco Barini. Il 26 aprile il CIPE aveva già dato parere positivo, rinviando però l’aspetto progettuale al Comitato Tecnico del Ministero, che si ora espresso positivamente. AMT ha ora il via libera per la costruzione della linea, che potrà essere aperta nel 2022; secondo quanto previsto dal contratto, infatti, non dovranno decorrere piu’ di 1200 giorni dal primo giorno di lavori, mentre il costo complessivo e’ stato confermato attorno ai 143 milioni di Euro. E nel 2024 il filobus tornerà a solcare anche le strade di Vicenza

Nella foto un filobus di TCL Limoges, i cui colori potrebbero avvicinarsi alla livrea che sara’ scelta da AMT.

Progetto filobus, oltre dieci anni di preparativi

Il progetto del filobus a Verona nasce nel 2007, l’amministrazione comunale veronese, decise di dotare la città di un servizio di trasporto pubblico rapido. Venne preferito un sistema filoviario di tipo innovativo in luogo della tranvia in quanto la realizzazione sarebbe stata meno onerosa e con minori criticità tecniche. Purtroppo, vari intoppi burocratici hanno tardato lo sviluppo del progetto fino ad oggi.

Il percorso del filobus a Verona

Il percorso del filobus è articolato su due linee , per un totale di 23,7 chilometri: la prima da S. Michele allo Stadio (via Zeviani, innesto della linea da Borgo S. Croce, Porta Vescovo, via XX Settembre, p.zza Bra, piazza Simoni, Stazione Porta Nuova, Stadio) con passaggi previsti ogni sette minuti. La seconda dal Policlinico G. Rossi al parcheggio scambiatore di via Ca’ di Cozzi (viale del Lavoro, innesto della linea dal parcheggio della Genovesa, viale Piave, Stazione Porta Nuova, piazza Simoni, corso Cavour, piazza Vittorio Veneto, Ospedale Civile Maggiore, via Ca’ di Cozzi) con passaggi ogni 10 minuti. Nei tratti di percorso comune, la frequenza del filobus potrà scendere a 5-3 minuti, quindi con un’offerta di trasporto ben superiore a quella dell’attuale rete di autobus.

filobus

un’ immagine di repertorio di una vettura della filovia Verona – Grezzana

Parcheggi di interscambio per saltare sul filobus

Sono state approvate anche le modifiche al progetto, con la realizzazione di una galleria pedonale in via San Paolo, e il completamento del sottopasso di via Città di Nimes. In corrispondenza di ogni capolinea sarà realizzato un parcheggio per facilitare l’interscambio tra mezzo privato e filobus. In particolare: parcheggio di Cà di Cozzi a nord (Passante delle Torricelle), Casello di Verona Sud (Autostrada A4 ‐tangenziali), S. Michele ad est (S.R. 11, autostrada A4 e tangenziali) e Stadio ad ovest (Autostrada A22 e tangenziali).

A Verona una linea di filobus… smart

Per garantire un buon livello di servizio e un’alta velocità commerciale, buona parte del tracciato sarà sviluppato su corsia preferenziale o su strada a traffico limitato ai residenti, e sarà disponibile un sistema di asservimento semaforico. Tutte le banchine di fermata, di nuova realizzazione saranno servite da appositi attraversamenti e percorsi pedonali che le collegano ai marciapiedi esistenti. La comunicazione alla clientela avverrà tramite display alla pensilina e totem informativi, che forniranno informazioni sul tempo di attesa dei mezzi e di eventuali ritardi o comunicazioni varie. Sia nella costruzione delle sottostazioni che nello sviluppo progettuale del deposito in località Genovesa si è tenuto conto del contesto paesaggistico, con considerevole presenza di verde e piantumazione.

Ma i veicoli? Filobus Imc, ça va sans dire…

I veicoli filoviari saranno di 18 metri di lunghezza, e completi della migliore tecnologia disponibile, come tecnologia Imc, la climatizzazione, videosorveglianza, postazione per il diversamente abile, pianale ribassato, in particolare, la tecnologia IMC consente la percorrenza del veicolo senza il filo di contatto, mantenendo pero’ le medesime prestazioni di quando il veicolo e’ in presa. Le batterie presenti, che hanno sostituito il motogeneratore nella quasi totalità dei casi, possono garantire un percorso fuori linea superiore a 10 km. In questo modo e’ possibile evitare la posa del filo di contatto in zone come il centro storico: il filobus si riaggancerà automaticamente alla linea di contatto, ricaricando gradualmente le batterie. Una riuscita applicazione del sistema IMC e’ a Cagliari, e verrà adottato sulle reti dove e’ in corso il rinnovo del parco filoviario ( al momento Milano, con 80 nuovi filobus, Parma con 10, Modena con 8, Rimini con 9, impiegati sulla nuova linea TRC).
A piu’ di 80 anni (dall’inaugurazione della prima linea filoviaria tra le stazioni ferroviarie di Porta Vescovo e Porta Nuova nel 1937), Verona ripropone dunque nuovo progetto di mobilità, moderno e attuale,che con una spesa limitata rispetto a un sistema su ferro puo’ garantire quasi le medesime prestazioni.

2018-11-23T14:33:06+00:006 Luglio 2018|Categorie: FILOBUS|Tag: , , |