La giunta comunale di Napoli apre alla gara pubblica, e dunque alla possibilità di concedere a privati, la gestione del trasporto pubblico cittadino.

Ciò significa che l’attuale gestore del tpl partenopeo Anm (Azienda Napoletana della Mobilità, di proprietà del comune stesso) potrebbe non gestire più i mezzi pubblici. Infatti, nel Documento Unico di Programmazione, approvato dal consiglio comunale giovedì scorso, a pagina 446 dell’allegato 2, tra gli obiettivi prefissati si parla di “fornire supporto alla Regione Campania in merito alla procedura di evidenza pubblica di affidamento in concessione dei servizi minimi di tpl del Comune di Napoli, lotto 5”. Il che non vieta, ovviamente, ad Anm (ma anche all’Eav, Ente Autonomo Volturno) di prendere parte alla contesa.

Dura la presa di posizione dei sindacati, che si sentono scavalcati dalla giunta Manfredi. Queste le parole – riportare dal dorso di Napoli del Corriere della Sera – di Angelo Lustro, segretario della Cgil Filt: «La giunta comunale di Napoli ha inserito nel Dup, il documento unico di programmazione, la previsione di mettere a gara il trasporto pubblico cittadino. Tutto ciò senza alcun confronto con i sindacati ed anzi in difformità rispetto a quanto era stato detto alle organizzazioni sindacali nel corso di alcuni incontri nei mesi scorsi […] Il lotto 5 avrebbe dovuto essere messo a gara cinque o sei anni fa dalla Regione. Non accadde per la contrarietà della giunta comunale dell’epoca, quella del sindaco de Magistris. Successivamente anche la giunta in carica, nel corso di incontri con noi sindacalisti, aveva sostenuto che  la questione  della gara era stata accantonata. Poi scopro tutt’altro nelle pieghe del Dup proposto all’approvazione del consiglio comunale. Anm è una ricchezza della città: è sbagliato cedere un’azienda di tale potenzialità ai privati. L’obiettivo di fare cassa non può esaurire l’azione di una giunta comunale».

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