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Possibile che la salute dei conducenti Seta di Modena sia più cagionevole di quella dei colleghi di Piacenza e Reggio Emilia? Tanto cagionevole da aver fatto toccare la cifra di 1.698 giornate non lavorate nel bimestre dicembre 2016 – gennaio 2017 a fronte di 828 giorni complessivi di assenza registrati, nello stesso periodo dell’anno, nel biennio 2015-16? Appunto: no. Impossibile. E infatti l’azienda passa al contrattacco. Con una nota diramata oggi, la società di tpl afferma di avere informato della situazione la Prefettura e l’Agenzia per la mobilità.

Una forma di protesta tra gli autisti Seta modenesi?

Tra le righe del duro comunicato viene riportato nero su bianco come il numero di assenze dei guidatori di autobus del modenese siano decollate negli ultimi mesi, mentre «nello stesso lasso di tempo, invece, le assenze per malattia degli autisti di Reggio Emilia e di Piacenza sono risultate stabili o in leggero calo. Questa epidemia anomala tutta modenese ha come conseguenza indiretta anche la mancata effettuazione delle prestazioni necessarie a garantire la regolarità complessiva del servizio di trasporto pubblico: il risultato è il verificarsi di disagi per l’utenza, con alcuni salti di corsa, ed un aggravio imprevisto di lavoro per i colleghi disponibili». Il presidente di Seta Vanni Bulgarelli, insieme al direttore generale Roberto Badalotti, sottolineano che «Verificheremo con le autorità sanitarie se questa situazione sia dovuta alla forma influenzale che ha recentemente interessato la popolazione della regione, che tuttavia in questo caso colpisce solo gli autisti Seta che lavorano tra Secchia e Panaro. Non vogliamo pensare, invece, di essere in presenza di una forma irrituale di protesta, che arreca inevitabili disagi all’utenza e pregiudica la produttività dell’azienda – proseguono i vertici dell’azienda -. Di tale situazione abbiamo già informato, come d’obbligo, la Prefettura e l’Agenzia per la Mobilità».

Trattativa in corso per il contratto unico aziendale

La protesta potrebbe essere legata alla trattativa, in essere da oltre un anno, «finalizzata a raggiungere la tanto agognata armonizzazione dei contratti di lavoro in essere nei tre bacini provinciali. Ricordiamo che tale obiettivo è tuttora inattuato, con il risultato che lo stesso tipo di prestazioni lavorative vengono disciplinate e remunerate in maniera differente a seconda che esse siano svolte a Modena piuttosto che a Reggio Emilia o a Piacenza». Di conseguenza, sempre citando passaggi della nota, «registriamo una rigida posizione circa la possibilità di un accordo equilibrato, emerso nella ormai annosa trattativa, che tende a difendere una situazione di inaccettabile disparità tra lavoratori della stessa azienda e impedisce di aumentare la produttività, che potrebbe liberare risorse per gli investimenti e per premiare il maggiore impegno dei lavoratori». La presa di posizione dell’azienda si chiude con un invito alla collaborazione: «Il presidente ed il direttore generale di Seta, quindi, rinnovano la disponibilità dell’azienda al confronto, purché ciò avvenga secondo una corretta e coerente metodologia delle relazioni industriali per concentrarsi, in uno sforzo comune, al raggiungimento della definizione del contratto unico aziendale, obiettivo che ormai non può più essere ulteriormente rinviato e dal quale discenderanno benefici per tutti i lavoratori dell’azienda».
(Foto: ModenaToday)

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