Neoplan Jetliner, 40 anni di storia

È curioso come si conservino i nomi di modelli che, tra una versione e l’altra, hanno ben poco in comune se non la fascia di mercato (la VW Golf) o, addirittura, nemmeno la categoria (Fiat Multipla e 500). Nell’autobus questi ‘grandi ritorni’ sono veramente pochi: uno dei più significativi è il Neoplan Jetliner. Bisogna fare un salto al 1973, quando la Gottlob Auwaerter di Stoccarda, forte dei successi del due piani Skyliner (presentato a Nizza nel 1967) e dell’innovativo Cityliner (anteprima a Monaco nel 1971), decise di segmentare ulteriormente il listino.

Neoplan Jetliner

Neoplan Jetliner, la storia

A Stoccarda pensavano a un veicolo di fascia media, modulare, sia ‘turistico’ sia ‘superlinea’, sostituendo il vecchio ‘Typ Hamburg’. La struttura del Cityliner, progetto di Bob Lee e Konrad Auwaerter, si prestava ad adattamenti, anche grazie ai materiali plastici rinforzati con fibra di vetro, nelle loro primissime applicazioni. Si decise così di rivedere alcune parti della carrozzeria e degli interni, mantenendo l’elevato livello di comfort, che derivava da un nuovissimo sistema di sospensioni pneumatiche ad assale anteriore a ruote indipendenti. Nell’esterno le modifiche riguardavano la minore altezza e il grande parabrezza verticale (sostituendo il ‘due pezzi’ del Cityliner). La struttura reticolare autoportante consentiva inoltre di proporre più taglie e motorizzazioni (Mercedes e Man le più diffuse, su alcune versioni Daf o Scania). La produzione di serie fu portata nello stabilimento di Pilsting, inaugurato per l’occasione. Nacquero così le due grandi ‘famiglie’ Neoplan, la serie ‘100’, prettamente turistica, e la serie ‘200’, proiettata verso i servizi di linea e noleggio a corto-medio raggio, con una classificazione durata oltre 30 anni. Nell’onomastica le due cifre dopo il centinaio identificavano il numero massimo di file di posti (compreso il conducente): per esempio, il 116 stava per ‘Cityliner da 12 metri’ (1 fila anteriore per autista e hostess, 14 file di biposti e il pentaposto); il 210 indicava il Jetliner da 8,5 metri (autista e hostess, 8 file di biposti e il pentaposto). Nel 1976 erano stati venduti 500 Jetliner in 4 varianti di lunghezza, con i modelli 210, 212, 214 e 216, nonché una versione da 2,3 metri di larghezza appositamente realizzata per la ditta svizzera Bolli Reisen. L’anno seguente il primo N218/3H (3 assi per 13,5 metri di lunghezza, versione rialzata) raggiunse il Cile. L’anno dopo ancora venne costruita una curiosa versione da turismo articolata rialzata, il N220/3H, tagliando il traguardo di 1.000 Jetliner in 6 anni.

2.500 Neoplan Jetliner prodotti in  appena otto anni di vita

Quota 2.500 fu raggiunta già nel 1980, a dimostrazione che, ancora una volta, Bob Lee  e Konrad Auwaerter avevano avuto ragione. Nel corso degli anni il Jetliner ha subito numerosi aggiornamenti tecnici ed estetici, attingendo alle evoluzioni stilistiche di Cityliner e Skyliner, nell’ottica di quel ‘family-feeling’ che solo più recentemente altri costruttori hanno perseguito. I principali aggiornamenti sono avvenuti nel 1981, 1985 e 1994. Le varianti di lunghezza sono state undici, alcune delle quali disponibili in versione rialzata ‘H’ e, negli ultimi anni, anche in versione ribassata ‘Ü’ (Überland).  Nelle evoluzioni societarie che portarono alla vendita della Neoplan al gruppo Man, perfezionatasi a cavallo del 2000-2001, furono fatte alcune semplificazioni. L’Euroliner, presentato la prima volta nel 1999, sostituì gradualmente tutta la gamma Jetliner e Transliner, non senza lasciare qualche perplessità ai clienti più affezionati che si vedevano limitare le possibilità di personalizzazione, talvolta esasperata, tipica del marchio bavarese. D’altra parte l’Euroliner, come già il Transliner, veniva proposto in tre altezze: Ü per il servizio interurbano, K per il super-linea/turistico-medio e Shd per il noleggio.

Nel 2001, con l’immatricolazione dell’ultimo dei 5.330 Jetliner, si chiude (per soli 11 anni, però) un’era durata 18 anni.     Giovanni Tosi                                                            

2019-10-25T11:46:23+00:0025 Ottobre 2019|Categorie: STORIE DI AUTOBUS|

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