Carrozzeria Barbi. Mirage, una storia italiana

Carrozzeria Barbi. Il massimo della creatività nell’autobus si raggiunge tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 quando ogni carrozziere, oltre alla propria interpretazione della linea, si dedica al miglioramento del confort, fino a quel momento sacrificato a favore della capacità passeggeri. Poltroncine reclinabili, salottini, aria condizionata, impianto stereo, tv, sono ormai accessori obbligatori per i veicoli “top” di gamma. Ed anche la carrozzeria esterna si aggiorna, con grandi finestrini panoramici, possibilmente

Barbi Mirageinclinati, magari con una parte di tetto trasparente.

Carrozzeria Barbi, correvano gli Anni 70

Tra i protagonisti di questa rivoluzione c’è la Carrozzeria Barbi di Mirandola (MO) con il suo modello Mirage, costruito tra il 1972 ed il 1974 in una cinquantina di esemplari. Ad essere precisi il nome Mirage non identifica un autobus ma un tipo di carrozzeria per pullman da turismo, disponibile in diverse taglie e meccaniche che, visto il periodo, sono prevalentemente Fiat. E’ il Fiat 343 telaio 000454, primo di due Mirage uguali destinati alla ditta Perrella di Roma, entrato in lavorazione il 13 dicembre 1971 ed uscito il 15 febbraio dell’anno seguente. Sempre a Roma, ma questa volta a Trotta, il secondo veicolo prodotto sempre su telaio Fiat 343, per la cronaca numero 000453. Caratteristiche comuni sono: i finestrini Sicca mod. Europa in due altezze (davanti 1000 mm e dietro 920) più il “vetrone” panoramico inclinato sul tetto, l’aria condizionata, il riscaldatore Webasto 1403, l’impianto stereo costituito da radio Blaupunkt mangianastri Pioneer ed amplificatore Autovox. Diverso invece l’allestimento passeggeri: 40 posti “turistici” lusso (più accompagnatore) per il Trotta, 24 posti turistici + 12 di “prima classe” per i Perrella. Nella versione più lussuosa tutta la parte posteriore, cioè dal “vetrone” sul tetto fino al fondo dell’autobus, presenta un divano a tre lati, mobiletto bar, tv, tavolino, proprio come il salotto di casa. Alla climatizzazione ci pensa un gruppo motocompressore separato Wayne a gasolio (quindi utilizzabile anche a veicolo fermo!) con una distribuzione dell’aria attraverso feritoie a griglia disposte longitudinalmente sotto le cappelliere, eventualmente anche a bocchette individuali.

Barbi Mirage

Barbi Mirage, l’illuminazione

L’illuminazione interna è realizzata con tubi fluorescenti incassati in plafoniere a tutta lunghezza, più le luci notturne. Al posto guida, davanti al sedile Bremshey, il cruscotto è un minuzioso lavoro di artigianato. Attorno alla strumentazione originale Fiat è costruito un mobiletto in formica finto-legno e cornici di ottone cromato, con microfono a stelo flessibile, microfono estraibile per l’hostess, vani portaoggetti e porta radio, frigobar. Tutto quanto richiesto, ancora oggi, in un pullman da noleggio. Il Mirage è disponibile principalmente su Fiat 343, tra i primissimi autotelai a motore posteriore, nella lunghezza standard di 11 metri. Il motore è il Fiat 8200.12 a 6 cilindri in linea, aspirato, con cilindrata di 9819 cm3 e potenza è di 194 cavalli. Il cambio ha 5 marce sincronizzate, con moltiplicatore ad inserimento pneumatico comandato da un selettore a levetta posto sulla leva delle marce. La frenatura è pneumatica ed a tamburi sulle quattro ruote. Presente il freno motore comandato direttamente dalla prima fase della corsa del pedale del freno. Il freno di stazionamento è meccanico. Alcuni esemplari più corti sono realizzati su Fiat 308L (lunghezza 10,2 metri, a motore centrale) ed anche più lunghi su telaio Fiat 343L e Mercedes O302 (lunghezza 12 metri, motore posteriore). Nel 1974 uno dei primissimi Mercedes O303 viene allestito con una delle ultime carrozzerie modello Mirage, destinate ad essere prima affiancate e poi sostituite dal modello Concord, anch’esso caratterizzato da un vetro panoramico sul tetto, messo però in posizione più avanzata e meno inclinata.

Barbi Mirage

Carrozzeria Barbi, la storia

Fondata nel 1905 a Concordia (Modena) da Galileo Barbi, inizia la sua storia come piccola azienda artigiana costruttrice di carrozze a cavalli. Nel 1927 l’azienda si trasferisce a Mirandola ed inizia la realizzazione di carrozzerie per vetture su telai Fiat, Alfa Romeo, Ansaldo, OM e Lancia. Dal 1931 l’attività si estende ai veicoli industriali ed agli autobus, prima con struttura in legno, poi con struttura in tubolare di acciaio.

Durante la II guerra mondiale svolge attività per conto del Ministero della Marina. Dopo il conflitto Barbi riprende la costruzione di autobus e partecipa alle principali manifestazioni di settore (dalla Rosa D’Oro di San Remo ai Saloni Nazionali ed Internazionali), usando telai Fiat, Mercedes, Renault, Man e Daf. Negli anni ’80 inizia la collaborazione con Volvo; successivamente i fratelli Carlo e Alberto Barbi prendono le redini dell’azienda trasferendo la sede nell’attuale stabilimento alle porte di Mirandola. Da ricordare, in quel periodo, l’enorme successo riscontrato dai modelli ITALIA 99 ed Echo. Con il nuovo millennio inizia la produzione del Genesis che riscuote un discreto successo in tutta Europa.                          Giovanni Tosi

2019-10-26T08:47:03+00:0026 Ottobre 2019|Categorie: STORIE DI AUTOBUS|Tag: |

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