De Simon Starline 4×4, la forza della trazione

Era il 1985 e il generale inverno bloccò l’Italia del Nord, Trieste compresa, dove la bora gelò le strade costringendo gli autobus urbani alle spesso inutili catene. L’ingegner Giorgio Cappel, allora Direttore di Esercizio dell’Azienda consorziale trasporti (ora Trieste Trasporti), corse ai ripari e bandì una gara per 6 autobus ‘di lunghezza normale’ dotati di catene automatiche: a primavera 1986 giunsero così degli Inbus U210 Ftn con un dispositivo che faceva scendere e ruotare sotto agli pneumatici posteriori interni degli ‘spezzoni’ di catena alla stessa velocità di rotazione delle ruote. Restava però il problema delle pendenze (fino al 23 per cento) e della tortuosità (oltre il 10 per cento del parco autobus aveva una lunghezza tra i 6,5 e gli 8,5 metri).

De Simon Starline

De Simon Starline 4×4, il primo

La soluzione fu individuata nella formula 4×4, conditio sine qua non per accedere alla successiva gara indetta per alcuni corti (6,5 metri e 40 passeggeri) a trazione integrale escludibile. I criteri di finanziabilità (condizionata a gruppi meccanici nazionali) condussero alla scelta dello Starline, telaio camionistico Iveco 80.17.1W.1, carrozzato da De Simon, co-fondatore del consorzio Inbus. Non mancarono le difficoltà, a cominciare dall’elevata altezza del telaio (circa 1 metro): per ovviare De Simon montò un gradino ‘a scomparsa’ con meccanismo automatico asservito al movimento delle porte, che consentiva di avvicinare al suolo la prima soglia di accesso. L’abitacolo, eccettuato l’ingombro del motore anteriore, sarebbe stato poi in piano, ma a 1.060 millimetri. I test furono eseguiti in montagna, dal greto del fiume Tagliamento (Udine) alle strade attorno a Sappada (Belluno).

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De Simon Starline 4×4, l’omologazione

Accertata l’omologabilità del ‘proto’ fu dato il via libera agli altri 6 autobus, immatricolati il 31 agosto 1987. Il primo veicolo fu inviato in Valtellina in occasione dell’alluvione del luglio 1987, per solcare le piste provvisorie in terra battuta. Gli altri Starline furono impiegati sulle linee urbane triestine servite dai Fiat 416 De Simon del 1972, sostituendo una parte degli obsoleti Fiat 409 del 1968/1970. Nonostante le migliori prestazioni, derivanti dal motore sovralimentato da 170 cavalli, pagarono pegno ai ‘peccati originali’ imputabili alla derivazione camionistica: il posto guida molto elevato non agevolava il controllo delle fiancate nei passaggi stretti e l’assale anteriore in posizione avanzata richiedeva un’impostazione delle curve completamente diversa dal solito. Inoltre, le sospensioni a balestre (piuttosto rigide) e la presenza di pneumatici ‘tassellati’ rendevano la marcia tutt’altro che confortevole.

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L’accoppiamento tra telaio in acciaio e la cassa semi-portante in acciaio inox necessitava di rinforzi a causa dell’eccessiva rigidità della struttura; i pneumatici manifestavano scarsa aderenza in frenata su alcuni tipi di fondi stradali bagnati. Poi, con l’arrivo dei primi Menarini M220 e degli Iveco 490 con pianale ad altezza di 550 millimetri, il pavimento del 4×4 suscitò malumore nell’utenza. Queste e altre magagne, unite al loro sotto-utilizzo, relegati alle linee più ripide o a bassa frequentazione, o come navette nelle zone periferiche (quando ghiaccio e neve rendevano impervi i capilinea altimetricamente più elevati), ne accelerarono il pensionamento. L’ufficiale alienazione degli ultimi veicoli risale al 2004, benché dal 2002 fossero utilizzati prevalentemente come scorta. Sopravvissero in due: il 502 transitò dai Vigili del Fuoco volontari di Trieste e ora attende che un privato lo trasformi in camper. Il 501 si è aggiunto alla collezione dell’associazione InBUSclub ed è stato reimmatricolato a gennaio 2009.

Lo stesso anno di cessata attività di De Simon, ultimo a scomparire tra i grandi carrozzieri italiani, disposti a personalizzare il bus sulle richieste del cliente, sfuggendo alla standardizzazione delle logiche seriali. Come dimostra lo stesso Starline.                                                                                                                                                           Giovanni Tosi

De Simon Starline

2019-10-25T11:21:14+02:0025 Ottobre 2019|Categorie: STORIE DI AUTOBUS|Tag: |
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