Tecnologie, flotte e competenze: CTM, TUA, AMT, SGM e Solaris al Mobility Innovation Tour di Genova
Il Mobility Innovation Tour 2026 ha preso avvio a Genova con un confronto focalizzato sulla gestione operativa e tecnologica della transizione nel trasporto pubblico locale. La prima tappa dell’edizione 2026 del Mobility Innovation Tour, ospitata nell’ambito della giornata “Programmazione, esercizio e gestione delle reti di trasporto” promossa dal Comune di Genova con IIC – Istituto […]

Il Mobility Innovation Tour 2026 ha preso avvio a Genova con un confronto focalizzato sulla gestione operativa e tecnologica della transizione nel trasporto pubblico locale.
La prima tappa dell’edizione 2026 del Mobility Innovation Tour, ospitata nell’ambito della giornata “Programmazione, esercizio e gestione delle reti di trasporto” promossa dal Comune di Genova con IIC – Istituto Internazionale delle Comunicazioni, ha riunito operatori, costruttori e stakeholder del settore per un confronto su innovazione, manutenzione, organizzazione e formazione nel TPL.
Il convegno, organizzato da Autobus con il supporto scientifico del professor Riccardo Genova, ha posto al centro il tema della gestione del cambiamento, con un’attenzione specifica agli impatti sulle flotte, sulle infrastrutture di manutenzione e sulle competenze del personale.
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Mobility Innovation Tour, pianificare la transizione
L’apertura dei lavori è stata affidata ad Andrea Bottazzi, Consulente di Direzione TPER, che ha inquadrato il contesto operativo caratterizzato da variabilità dei costi energetici e necessità di pianificazione tecnologica di lungo periodo. «Le crisi non sono più eventi temporanei ma ripetibili. Occorre che le aziende facciano scelte tecnologiche adeguate», ha affermato, richiamando il ruolo delle soluzioni già adottate, tra cui il mild hybrid, nel contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici. Nello stesso intervento ha aggiunto che «chi pensa di girare in città nel 2030 con autobus a gasolio si sta assumendo rischi molto grandi».

Bottazzi ha inoltre indicato le traiettorie tecnologiche di lungo periodo: «Nel 2050 useremo queste tre categorie di veicoli per il tpl su gomma: filobus, autobus a batteria, autobus fuel cell», evidenziando anche il tema degli investimenti e delle risorse disponibili: «Chi ha rimandato le scelte tecnologiche e non ha fatto investimenti con le risorse PNRR, dovrà farli senza avere fondi».
Differenziazione degli scenari operativi tra urbano ed extraurbano
Nel corso della tavola rotonda, che ha visto la partecipazione di Maxmilian Di Pasquale (TUA), Luigi Di Stasio (CTM Cagliari), Ugo Guacci (SGM Lecce), Fabio Gregorio (AMT Genova) e Francesco Fantoni (Solaris Bus & Coach Italia), è emersa una lettura articolata degli scenari tecnologici in funzione dei contesti di esercizio.
Maxmilian Di Pasquale, direttore generale di TUA, ha evidenziato la differenza tra ambito urbano ed extraurbano: «Nell’urbano l’elettrico è irreversibile. Ben vengano anche i filobus, che permettono di spostare parte della domanda energetica fuori dai depositi». Sul tema idrogeno ha precisato che «vedo un potenziale più limitato, salvo progetti con grandi numeri», mentre per i contesti extraurbani ha osservato che «in alcuni territori, per ragioni climatiche o di pendenze, la risposta non può che essere il diesel o, al limite, il metano».
Tra progetti infrastrutturali e AI per la manutenzione
Il tema infrastrutturale è stato affrontato anche in relazione ai progetti locali. Ugo Guacci, Direttore dell’Esercizio di SGM Lecce, ha illustrato gli interventi in corso: «Stanno partendo i lavori per un hub per l’intermodalità, con 300 posti auto, possibilità di lasciare 200 biciclette, pensiline smart». Sul fronte dei sistemi di trasporto ha aggiunto che «il nostro progetto di BRT filoviario è molto importante».
Guacci ha inoltre richiamato il tema del rinnovo delle flotte: «Abbiamo perso il treno del PNRR, dobbiamo lavorare pensando come sistema», indicando un contesto operativo in cui la pianificazione degli investimenti si svilupperà per forza di cose senza il supporto delle risorse straordinarie.

Nel corso del confronto è stato ribadito come il processo di transizione coinvolga non solo le tecnologie ma anche i modelli organizzativi, le officine e la formazione del personale, con un’attenzione alla gestione integrata di flotte, infrastrutture e risorse umane.
Nel campo della manutenzione, Fabio Gregorio, Responsabile Innovazione e Servizi TPL di AMT Genova, ha presentato una sperimentazione basata sull’intelligenza artificiale applicata ai processi di officina: «Abbiamo affiancato ai nostri manutentori un assistente di intelligenza artificiale che supporta l’accesso alla manualistica e permette di interrogare i materiali in maniera molto rapida». Gregorio ha aggiunto che «stiamo scrivendo come vorremmo che sia l’assistente del futuro», indicando tra le evoluzioni possibili anche la gestione delle richieste di acquisto dei componenti. Da parte di CTM Cagliari, grande enfasi è stata data al tema del mix energetico, arricchitosi ultimamente con l’ingresso in servizio dei primi tre bus. a idrogeno.
Dal lato industriale, Francesco Fantoni, Direttore After Sales di Solaris Bus & Coach Italia, ha illustrato le attività legate al ciclo di vita dei veicoli: «Il life cycle assessment è un tema a cui Solaris tiene molto. Il 93 per cento del nostro acciaio è riciclato», precisando che «nella fase di fine vita il riciclo dei materiali del veicolo raggiunge il 97 per cento».

Fantoni ha inoltre evidenziato le attività legate all’estensione della vita utile dei mezzi: «Crediamo molto anche nel prolungamento della vita dei veicoli: abbiamo lanciato un servizio per consentire la sostituzione delle batterie con nuovi moduli di nuova generazione».
Costi energetici e strategie di flotta
Nel corso della giornata, in una sessione precedente a quella del Mobility Innovation Tour, è stato affrontato anche il tema dell’andamento dei costi energetici. Davide Mezzadri, Direttore Tecnico TEP, ha riportato dati operativi: «Con l’inizio della guerra, il gasolio è arrivato a costarci il 40% in più, passando da 90mila a 140mila euro a settimana. Anche il CNG ha registrato un incremento del 30%».
Nello stesso intervento Mezzadri ha delineato l’impostazione strategica della flotta: «La nostra strategia è chiara: elettrico per l’urbano, filobus sulle linee di forza, CNG per il servizio suburbano», aggiungendo che «rimane il tema della provincia», con riferimento alla gestione delle flotte e dei servizi extraurbani.










