di Gianluca Celentano (conducente bus)

In un periodo di ricerca di giovani e motivazione per il mestiere dell’autista – e dove le cause della mancanza di questi due elementi convergono sostanzialmente in orari e disponibilità non in linea con gli stipendi, come sottolinea la nota della Filt Cgil di Bergamo -, è piacevole incontrare sui piazzali giovani colleghi che nonostante tutto vogliono investire in questo lavoro.

Questo avviene in un periodo dove la parola d’ordine è “investimenti per la transizione ecologica”, un aspetto comprensivo e doveroso, ma probabilmente avvolto da connotazioni un po’ eccessive e penalizzanti per i nuovi motori euro 6. Al tempo stesso questa nuova mission appare  accompagnata da qualche polemica su finanziamenti a senso unico, ma forse anche un po’ miope verso le necessità attuali dei conducenti. Infatti, non c’è una vera e propria carenza di autisti, semmai una certa emorragia verso il settore merci o altre professioni.

Risposte immediate

Probabilmente bisogna attivarsi subito vista la crucialità di un settore oggi supportato con ottimi risultati dal comparto privato. Sul piazzale sono diversi i colleghi a lanciare considerazioni e proposte, come la seguente: l’impiego con trasferte a turnazioni di qualche giorno per i conducenti del noleggio previo un comune periodo di formazione che consideri anche vitto e alloggio.

Il finanziamento delle patenti ai giovani tampona in parte la criticità, mentre soluzioni funzionali e pronte all’uso sarebbero più determinanti. Tutto questo avviene in un decennio dove la metamorfosi del lavoro del conducente (in parte per le problematiche già conosciute) fa registrare sui curricula degli autisti una maggiore mobilità tra vari gruppi e società.

Nel parcheggio bus al cimitero dell’organizzatissima città di Verona incontro Salvatore Corapi, un autista meccanico di 28 anni residente a San Sostene in Calabria e ammirevolmente motivato per il mestiere. Salvatore si trova a Verona in supporto alle linee della partecipata ATV, azienda dove il clima lavorativo è più rilassato rispetto alle metropoli e anche l’utenza risulta più comprensiva verso gli autisti.

Autista meccanico

Una figura un po’ rara oggi, ma durante una pausa mi siedo a fianco di Salvatore nella bagagliera del suo Setra 415 hdh il quale, grazie a un altro torpedone parcheggiato a fianco, è all’ombra nella calda giornata. Il collega mi racconta che la sua passione inizia all’età di dieci anni grazie a suo papà e a suo zio Antonio, esperto conducente di camion. Osservando molto lo zio durante le riparazioni inizia sin da subito nel dilettarsi sempre più in riparazioni complesse. Fa esperienza su autocarri e come ricambista meccanico nonostante come geometra avrebbe potuto intraprendere una carriera nel ruolo marescialli della Marina Militare. La società Mirijello di Catanzaro e in particolare il responsabile dei servizi non si fanno scappare l’opportunità di crescere professionalmente il giovane, che debutta nel settore a 24 anni. Mi ricorda con soddisfazione che è riuscito a fare le patenti in soli 4 mesi: un esame al mese. Oggi Salvatore è molto grato a Fabrizio e Attilio Mirijello per la fiducia accordata, diventando il loro valido meccanico itinerante esperto anche in viaggi all’estero.

Una riparazione a lieto fine

Salvatore mi racconta i suoi interventi sulla meccanica dei bus rimanendo sempre disponibile verso gli altri colleghi che chiedono consigli. Nel 2019, ad esempio, si trovava sempre a Verona, ma per un tour, e proprio qui si bloccò la pompa dell’acqua del bus motorizzato Mercedes. La gita rischiava di saltare perché una pompa nuova era irreperibile e la riparazione doveva avvenire subito, almeno nelle dodici ore di sosta del tour. La situazione è elettrizzante, ma la società Mirijello si attiva subito scoprendo che una nuova pompa nuova è disponibile solo a Varese, più di 200 km di distanza. Una doccia fredda per tutti, ma a Varese c’è un amico, un vettore diretto verso la città scaligera. Viene così ritirato il componente da consegnare a Salvatore e dopo poche ore il collega è al lavoro tutta la serata per avere il pullman pronto alla mattina.

Considerazioni sul comparto

La sua azienda è molto organizzata e lui è un irrefrenabile girovago che evidentemente soffre nello star fermo. Durante il covid mi confida che osservava con tristezza (testuali parole) la polvere che si depositava sulla sua valigia trolley lasciata in soffitta. Successivamente mi dice che nel settore del noleggio bisognerebbe lavorare con tariffe condivise, un concetto non troppo distante da quel feedback sui gruppi che bisognerebbe probabilmente attuare con certe comitive. È molto dinamico e come avrete ben capito, seppur giovane, non lo spaventano le nuove strategie mirate al comparto privato e, anzi, vuole trasmettere un grande segnale di motivazione ai più giovani, ricordando che la passione e il mettersi alla prova non devono spaventare, ma sono l’elisir di crescita in un gruppo che si dimostra inclusivo e motivante.

In primo piano

Volvo centra il tredici e sbarca in Italia con il due piani

In un mercato ancora pesantemente condizionato dagli effetti della pandemia, Volvo si è affacciata per ultima sul mondo degli autobus a due piani, convinta di poter dire la sua. A dire il vero, il costruttore svedese già nel 2020 aveva lanciato il suo bipiano con un progetto tutto nuovo, ma le sue d...

Articoli correlati

Investimenti nel tpl? Non dimentichiamo autisti e retribuzioni

di Gianluca Celentano (conducente bus) La volontà di un riordino del trasporto pubblico locale pare stia trovando consensi favorevoli nonostante il periodo pandemico. Le proposte e gli investimenti per la conversione al green mobility ne sono un chiaro segnale, così come le strategie manageriali e i...
Blog