Lo dicono tutte le associazioni di categoria, tutti gli studi internazionali: il settore dell’autobus per guadagnare nuove quote di mercato deve diventare ‘cool’, diventare di moda, essere giovane e attraente. E Alessandro Zocca, responsabile sviluppo di GOGOBUS, è davvero giovane. E soprattutto capace e con le idee ben chiare.

Ma che cos’è GOGOBUS?

«È un servizio innovativo di ‘bus sharing’, o meglio di ‘social bus sharing’ perché tra le caratteristiche preminenti c’è quella di avere implicazioni con i social network. GOGOBUS è un servizio che permette agli utenti di proporre un itinerario oppure aggiungersi a un itinerario già presente sul nostro sito. Una volta raccolte almeno 30 adesioni GOGOBUS conferma la partenza. A questo punto entra in gioco l’azienda di autoservizi che effettua il trasferimento per conto nostro».

Il servizio sarà lanciato il prossimo 30 Aprile e in sostanza GOGOBUS funge da piattaforma online dedicata agli utenti finali che permette di organizzare viaggi in Italia, a media e lunga percorrenza in pullman. Il funzionamento è semplice, basato su una filosofia che punta alla condivisione di viaggi in autobus. GOGOBUS non possiede automezzi ed è alla ricerca di fornitori qualificati in tutta Italia ai quali affidare l’effettuazione del servizio di trasporto, con contratti di noleggio. «L’obiettivo è di sviluppare un network nazionale di aziende affidabili e flessibili che effettuino i trasferimenti per conto di GOGOBUS, che si occupa dell’organizzazione logistica e del marketing». La partnership è totalmente gratuita e i vantaggi per le aziende sono evidenti. La piattaforma web www.gogobus.it sarà pienamente operativa dal prossimo 30 Aprile e ha già ottenuto un buon successo con oltre 2.400 tratte già proposte e oltre 13.000 accessi nei tre mesi precedenti il lancio.

In sostanza siete un tramite tra richiesta e offerta di mercato

«Sì, stiamo cercando di costruire un network a livello nazionale di aziende di autoservizi così da avere dei fornitori in tutta Italia ed essere pronti in qualsiasi momento e in qualsiasi provincia».

È un’idea originale per il mercato italiano…

«In realtà c’è stato un tentativo da parte di un’azienda del centro Italia, un tentativo fine a se stesso. Il problema di questa azienda, proprietaria degli autobus oggetto del servizio, è rappresentato dal fatto che le partenze erano concentrate sulla zona di Roma. Il nostro servizio è diverso, è capillare, nazionale e in grado di coprire qualsiasi tratta. Inoltre, con il nostro servizio l’utente può proporre un itinerario, cosa impossibile con il servizio offerto da questa azienda».

In altre parole siete una sorta di Blablacar degli autobus’?

Sì, siamo tra il modello Blablacar e quello di Uber. In realtà Blablacar è un nostro competitor, perché offre un servizio comparabile al nostro con un posizionamento di marketing simile. Però, rispetto a Blablacar, noi abbiamo tre vantaggi. Il primo è la certezza della partenza. Arrivati a 30 passeggeri, infatti, l’autobus parte sicuramente a differenza dei tanti utenti di Bla bla car rimasti a piedi perché l’autista non si è presentato. Il secondo plus è rappresentato dal volume della bagagliera di un autobus, che non è certo paragonabile a quella di una qualsiasi Fiat 500 che trasporta quattro persone. E per chiudere: la sicurezza. I nostri sono autisti qualificati e certificati».

..arriviamo ai costi. Con Blablacar, per esempio, un Milano-Bologna costa circa 10 euro. Con GOGOBUS?

«Dipende. Il nostro è un modello dinamico alternativo visto che scende all’aumentare delle prenotazioni. Infatti, superati i fatidici 30 passeggeri il prezzo del biglietto inizia a scendere, a differenza dell’aereo che abbraccia un modello contrario al nostro. Consideri che i nostri prezzi sono inferiori ai prezzi medi di Blablacar. Un esempio? Milano-Padova con un autobus pieno lo possiamo offrire a 9,9 euro».

Lo sa che Anav sta facendo una battaglia contro Blablacar?

«Sì, lo sappiamo. Noi abbiamo ottimi rapporti con Anav Lombardia. Loro sono stati molto disponibili e ci hanno fornito un grande supporto anche sotto il profilo di consulenza legislativa. L’associazione ha chiesto, per conto nostro, un parere al Ministero ed è emerso che il servizio è assolutamente in linea con la normativa vigente: l’importante è che ci sia un gruppo precostituito e che il servizio abbia natura occasionale. Due caratteristiche alla base della nostra offerta».

Insomma si parte…

«Sì, siamo partiti. GOGOBUS è un bel progetto su cui stiamo investendo molto. Vorrei chiarire una cosa. Noi, come GOGOBUS, stiamo cercando aziende di autoservizi che non saranno nostri clienti ma nostri fornitori. Noi stiamo girando l’Italia in cerca di partner per fare business. GOGOBUS a queste aziende non chiede investimenti ma disponibilità ad allargare i propri confini, aumentando il giro d’affari. Vogliamo instaurare un rapporto di fiducia con aziende di qualità. E in Italia ce ne sono molte». R.S.

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