L’ascesa degli autobus elettrici, le complessità della gestione della catena di fornitura e il panorama competitivo del mercato della mobilità elettrica sono solo alcune delle questioni critiche che stanno plasmando il futuro dei trasporti. Inoltre, lo sviluppo della produzione europea di batterie, la complessità dell’adeguamento dei veicoli convenzionali e il potenziale impatto delle normative dell’Unione Europea sull’abbandono dei motori a combustione interna sono argomenti centrali in questo settore. Concentrandoci sul punto di vista di un fornitore di sistemi di batterie, approfondiamo questi argomenti con le intuizioni di Christophe Gurtner, CEO di Forsee Power, che ci offre una prospettiva sulle strategie e le direzioni future dell’azienda.

Abbiamo visitato l’azienda a febbraio: Forsee Power è specializzata in pacchi batteria per applicazioni di prima e seconda vita e ha registrato una crescita del 54% dei ricavi dal 2022 al 2023 (fino a 171,4 milioni di euro). I fornitori di celle preferiti da Forsee (ma non solo) sono LG, CALB e Toshiba. In prospettiva, Forsee Power punta a raggiungere l’equilibrio dell’EBITDA entro il 2024, con una proiezione del 15% di EBITDA positivo entro il 2028. I piani di espansione prevedono l’aumento della produzione a Poitiers (oggi capacità installata di 2 GWh) fino a 4 GWh entro il 2028, oltre allo sviluppo degli altri impianti dell’azienda in Polonia, Cina, India e Stati Uniti.

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Christophe Gurtner, gli e-bus oggi coprono una grossa fetta delle vendite di Forsee Power…
«I bus urbani sono i candidati ideali per le applicazioni a batteria, se si considera che hanno una percorrenza quotidiana media sotto i 200 km. Per il segmento interurbano, dove le distanze sono maggiori, la fattibilità dipende dalla disponibilità di infrastrutture di ricarica. Se è possibile ricaricare ogni giorno, le batterie possono essere un’opzione percorribile. Tuttavia, per i coach a lunga percorrenza che coprono 500-800 chilometri per volta, sebbene sia tecnicamente possibile montare un volume sufficiente di batterie, la sostenibilità economica diventa problematica. La trazione a fuel cell, con impiego di batterie per il buffering, si prospetta come la più adatta. Tuttavia, il mercato degli autobus urbani e del trasporto suburbano di corto raggio (sia autobus che camion) è talmente grande da sostenere il nostro business per i prossimi dieci ann

Qual è il vostro approccio nei confronti della supply chain?
«Abbiamo bisogno di fornitori collaudati e qualificati; per scegliere un prodotto da un fornitore occorre un processo di validazione da uno a tre anni. Il nostro approccio prevede la creazione di rapporti stretti e a lungo termine con i fornitori attraverso accordi quadro, almeno per cinque anni. Abbiamo qualificato diversi fornitori, ma abbiamo dei partner preferenziali che possono fornirci la giusta tecnologia al giusto costo e in volumi sufficienti. Questi fornitori preferenziali sono parte integrante della nostra supply chain e manteniamo con loro relazioni strette per molti anni, per garantire continuità e affidabilità. Nonostante le crisi globali, come il conflitto in Ucraina nel 2022, siamo riusciti a mantenere una fornitura stabile grazie a queste solide partnership»

Cosa pensa dei progetti in essere a livello europeo per la creazione di un’industria delle celle per batterie?
«Siamo attivamente impegnati con diverse aziende che stanno creando gigafactory europee per la produzione di celle. Ci auguriamo sinceramente che queste aziende siano in grado di produrre nei prossimi anni, poiché ciò semplificherebbe la nostra catena di approvvigionamento. Tuttavia, queste aziende devono affrontare una forte concorrenza da parte di operatori già affermati. Lo stesso vale per gli Stati Uniti: siamo in contatto con le future gigafactory nordamericane che potrebbero rifornire il nostro business nella regione».

Avete condiviso dati di vendita incoraggianti e il mercato della mobilità elettrica è chiaramente in crescita. Tuttavia, l’andamento di Forsee Power in borsa mostra una diminuzione del valore delle azioni… il mercato sta crescendo a un ritmo più lento del previsto? O è una questione di trend macroeconomici?
«Dalla nostra Ipo nel 2021 abbiamo sempre realizzato le performance che annunciate. Purtroppo, nonostante ciò, il valore delle azioni della società sta effettivamente diminuendo. Paghiamo lo scotto di un contesto nuovo: oggi gli investitori finanziari non investono nelle piccole e medie imprese tecnologiche in Europa. Stiamo affrontando questo trend e dobbiamo essere pazienti, continuando a fare quello che stiamo facendo. Le tendenze cambiano e noi ne trarremo vantaggio»

Teme che il prossimo Parlamento europeo possa ritardare il phase out dai veicoli a combustione? 
«Al netto dei commenti politici, posso dire che, nel concreto, gli obiettivi definiti dai politici europei non sono raggiungibili dall’industria. Dobbiamo guardare in faccia la realtà. Potrebbero esserci dei rinvii degli obiettivi, dato che sono così drastici. Ma anche se alcuni obiettivi saranno rinviati, non pensiamo di subire un impatto da questo, perché c’è così tanto lavoro da fare. Si tratta solo di far coincidere le decisioni con la realtà del settore»

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Fronte ricerca&sviluppo: quali sono le priorità?
«Stiamo lavorando su quattro fronti. Il primo è la produzione di batterie con una densità di energia sempre più elevata, il secondo è l’allungamento della vita delle batterie in modo che il Tco dei veicoli ne tragga beneficio. La terza battaglia è ovviamente la riduzione dei costi. La quarta battaglia riguarda i dati: è fondamentale sfruttare i dati provenienti dall’impiego delle batterie sui veicoli per imparare e ottimizzare, condividendo questi dati con gli utenti. Le batterie sono il cuore dei veicoli elettrici, dalla loro salute dipende tutto».

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