La data è fissata: dopo il 2035 non si potranno più vendere motori termici. L’Europarlamento, infatti, ha approvato il pacchetto di misure sul clima (FitFor55) per ridurre le emissioni inquinanti del 55%: 339 i voti a favore, 249 i contrati. E così a partire dal 2035 sarà addio a tutti i veicoli alimentati a benzina e diesel, mentre tutte le nuove vetture immatricolate dovranno essere a emissioni zero; inoltre ogni sessanta chilometri dovrà essere prevista una stazione per la ricarica elettrica e ogni 150 km una per il rifornimento di idrogeno.

Un provvedimento controverso, che ha spaccato praticamente in due la plenaria, ma anche la stessa industria dell’automotive. Perché? Presto detto: da un lato chi vuole accelerare sul fronte della sostenibilità dei trasporti, responsabili del 15% delle emissioni totali, dall’altro chi vuole perseguire lo stesso obiettivo ma crede che questa misura preveda un aumento insostenibile dei costi per le aziende e che allo stesso tempo non venga dato il tempo necessario alle realtà del settore di adattarsi.

Acea: «Scadenza 2035 è prematura»

La stessa Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea) fa parte di questo secondo schieramento e «prende atto del voto in plenaria del Parlamento europeo sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per auto e furgoni ed esorta gli eurodeputati e i ministri dell’Ue a considerare tutte le incertezze che il settore deve affrontare, mentre si prepara a una massiccia trasformazione industriale». Quindi aggiunge: «Gli obiettivi per il 2025 e 2030 sono già estremamente impegnativi e raggiungibili solo con un massiccio aumento delle infrastrutture di ricarica e rifornimento» Dato che la trasformazione del settore dipende da molti fattori esterni, l’Associazione si dice preoccupata per la scadenza sulle zero emissioni al 2035, anno dello stop della vendita di auto a benzina e diesel.

Chiaro è che questa rivoluzione green avrà conseguenze mastodontiche sull’economia, ridisegnando i confini e le prospettive dell’industria dell’automotive continentale, coinvolgendo in prima linea i produttori di autobus e coach, oltre che la galassia di truck, van e automobili.

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