Divisa estiva ATAC: provocazione o idea da prendere sul serio?
di Gianluca Celentano L’immagine che sta circolando non risulta, al momento, riconducibile a una comunicazione ufficiale della partecipata romana. Ma la provocazione apre un tema tutt’altro che secondario: come dovrebbero vestirsi gli autisti d’estate? Sta facendo il giro dei social un’immagine che mostrerebbe una presunta nuova divisa estiva per i conducenti degli autobus ATAC. Camicia […]
di Gianluca Celentano
L’immagine che sta circolando non risulta, al momento, riconducibile a una comunicazione ufficiale della partecipata romana. Ma la provocazione apre un tema tutt’altro che secondario: come dovrebbero vestirsi gli autisti d’estate?
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Sta facendo il giro dei social un’immagine che mostrerebbe una presunta nuova divisa estiva per i conducenti degli autobus ATAC. Camicia azzurra, bermuda blu, borsa a tracolla e, soprattutto, sandali che hanno già acceso l’ironia di molti, anche se in passato questa tipologia di calzatura era tutt’altro che insolita in molti ambienti di lavoro…
Prima di tutto, però, una precisazione doverosa. Repetita iuvant: dopo alcune verifiche non risultano, almeno al momento, comunicazioni ufficiali della partecipata romana che confermino l’autenticità di questa proposta. Un dettaglio non trascurabile, considerando che il sito di ATAC è generalmente molto aggiornato, ricco di informazioni e spesso utilizzato proprio per presentare novità, iniziative e cambiamenti riguardanti il servizio e il personale.
Ma il caldo non è uno scherzo
Se l’immagine fosse semplicemente un fotomontaggio o un concept, bisogna ammettere che ha comunque centrato l’obiettivo: far parlare di un argomento reale. Con un po’ di fantasia, il risultato ricorda più una divisa da boy scout che quella di un conducente del trasporto pubblico. E quei sandali… diciamo che evocano più un missionario (magari francescano) che un professionista chiamato a gestire centinaia di passeggeri ogni giorno. Qualcuno, scherzando, potrebbe persino dire che la categoria è ormai “votata alla povertà”.
Al di là dell’ironia, il tema è serio e chi guida un autobus trascorre ore in cabina, spesso con temperature elevate. La prima risposta dovrebbe sempre essere una climatizzazione efficiente sui mezzi, perché nessun capo di abbigliamento potrà mai sostituire un impianto di aria condizionata funzionante.
Detto questo, un paio di bermuda tecnici, realizzati con materiali adeguati e inseriti nel corredo aziendale, non rappresentano certo uno scandalo, anzi, possono essere un segnale di attenzione verso il benessere dei lavoratori. Anche una polo in cotone tecnico, come alternativa alla classica camicia, potrebbe risultare pratica, fresca e perfettamente dignitosa.
La Francia insegna
Il dibattito, in realtà, non nasce oggi. In Francia la questione dei pantaloni corti arrivò persino al centro di una vertenza sindacale nei confronti di RATP. Alla fine la richiesta dei conducenti trovò accoglimento, dimostrando che comfort e professionalità possono convivere senza drammi.
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Comfort sì, ma senza perdere autorevolezza
La divisa non serve soltanto a vestire un lavoratore, e appresenta l’identità di un’azienda, trasmette ordine e contribuisce anche all’autorevolezza del conducente nei confronti dell’utenza. Per questo il punto non è scegliere tra pantaloni lunghi o bermuda, ma trovare il giusto equilibrio.
Una divisa estiva moderna dovrebbe essere fresca, funzionale e resistente, anche all’esposizione prolungata ai raggi solari senza scolorire, offrendo libertà di movimento ma mantenendo quell’immagine di professionalità che un servizio pubblico richiede. Insomma, comfort sì, ma senza trasformare chi guida un autobus in un improbabile incrocio tra uno scout e un frate in escursione.
Se questa immagine avrà avuto il solo merito di riaccendere il dibattito, avrà comunque centrato un obiettivo importante. C’è anche chi, per onor di cronaca, considera la divisa più un suggerimento che una dotazione aziendale, personalizzandola con risultati talvolta discutibili. Anche questo dimostra quanto sia sentita la ricerca di un equilibrio tra comfort, praticità e immagine professionale. In fondo, il vero “get fit” del trasporto pubblico non passa soltanto dai bermuda, ma da autobus con aria condizionata realmente funzionante, tessuti moderni, polo tecniche come alternativa alla camicia e un’uniforme capace di coniugare comfort, sicurezza e immagine aziendale. E, se possibile, lasciando i sandali ai ricordi di un’altra epoca.
Nel frattempo, restiamo in attesa di un eventuale riscontro da parte di ATAC, che potrà chiarire se l’immagine circolata in rete sia soltanto una provocazione creativa o il riflesso di un progetto realmente preso in considerazione. Un chiarimento che contribuirebbe a chiudere il dibattito… o, forse, ad aprirne uno ancora più interessante.
