Come ridurre fino al 10% il consumo di carburante senza comprare nuovi autobus
Quando si parla di ridurre i consumi di una flotta, il pensiero corre immediatamente ai nuovi autobus elettrici, ai carburanti alternativi, alle tecnologie di ultima generazione. Sono tutte direzioni necessarie, vero, ma sono anche le direzioni più visibili, più costose e le più lente da implementare. Esiste però una leva molto meno visibile che può […]
Quando si parla di ridurre i consumi di una flotta, il pensiero corre immediatamente ai nuovi autobus elettrici, ai carburanti alternativi, alle tecnologie di ultima generazione. Sono tutte direzioni necessarie, vero, ma sono anche le direzioni più visibili, più costose e le più lente da implementare.
Esiste però una leva molto meno visibile che può incidere in modo significativo sui costi operativi di un’azienda di trasporto pubblico locale, e che agisce subito. La sorpresa è che questa leva non si trova nel motore: si trova negli pneumatici.
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Come i pneumatici possono ridurre i consumi di una flotta di bus
Pressione non corretta, pneumatici poco efficienti e geometrie non ottimali aumentano la resistenza al rotolamento e si traducono in consumi sensibilmente superiori, fino ad arrivare nei casi più sfavorevoli a valori prossimi al 10%, come ETRMA e i principali produttori segnalano da anni.
Per una flotta di 500 autobus che percorre circa 30 milioni di chilometri all’anno, anche una semplice riduzione dell’1% dei consumi può tradursi in risparmi superiori a 200.000 euro ogni anno.
Ma la vera sorpresa non è questa. La vera sorpresa è che molte aziende adottano il Full Service Pneumatici a costo chilometrico per ridurre il costo delle coperture e scoprono successivamente che una parte importante del ritorno economico arriva in realtà dal carburante e dall’efficienza complessiva dei veicoli.
Quando il fornitore ha interesse a far consumare meno carburante
Il principio è semplice e quasi contro-intuitivo: nel modello tradizionale il fornitore guadagna vendendo pneumatici. Più gomme si consumano, più si vende. E più si vende, meglio è.
Nel modello Full Service Pneumatici a costo chilometrico il meccanismo si capovolge. Il fornitore viene remunerato in funzione dei chilometri percorsi dalla flotta. Più gli pneumatici durano, migliore sarà il risultato economico del contratto. Questo porta il gestore del servizio a fare tutto il possibile per ridurre l’usura delle coperture.
Ed è proprio qui che nasce un vantaggio spesso sottovalutato: molte delle attività che aumentano la durata degli pneumatici contribuiscono contemporaneamente a ridurre anche il consumo di carburante. Lo stesso lavoro produce due effetti: meno usura e meno consumi. Per il cliente è un doppio risparmio. Per il fornitore è un doppio incentivo a farlo bene.
Il primo segreto: la pressione
Immaginate di dover percorrere dieci chilometri in bicicletta, prima con gli pneumatici perfettamente gonfi, poi con le gomme mezze sgonfie.
La differenza si percepisce immediatamente: serve più forza, si fa più fatica, si consuma più energia. Lo stesso fenomeno avviene ogni giorno sugli autobus. Quando uno pneumatico lavora con una pressione inferiore a quella prevista, aumenta la superficie di contatto con l’asfalto e cresce la resistenza al rotolamento. In altre parole il veicolo deve spendere più energia per avanzare: più gasolio nei mezzi diesel, più energia elettrica negli autobus a batteria.
Ogni decimo di bar perso rappresenta un piccolo incremento dei consumi che, moltiplicato per milioni di chilometri percorsi ogni anno, assume un impatto economico significativo. Ed è uno dei costi più invisibili in assoluto, perché non compare in nessuna fattura.
Il secondo segreto: scegliere il pneumatico giusto
Molti pensano che uno pneumatico valga l’altro. In realtà le differenze tecnologiche tra i vari modelli possono essere enormi. Pensiamo a due valigie. Una è dotata di ruote moderne, scorrevoli, con cuscinetti di qualità. L’altra monta ruote rigide, usurate e poco efficienti. Entrambe arrivano a destinazione, ma la fatica necessaria per trascinarle è completamente diversa.
Ecco, gli pneumatici per autobus funzionano in modo molto simile. Negli ultimi anni i principali produttori hanno investito enormi risorse nello sviluppo di pneumatici caratterizzati da una resistenza al rotolamento sempre più ridotta.
Nuove mescole, carcasse evolute e battistrada progettati attraverso sofisticati sistemi di simulazione consentono oggi di ridurre l’energia necessaria per far avanzare il veicolo. Per questo motivo il prezzo di acquisto non dovrebbe mai essere l’unico parametro di valutazione. Uno pneumatico apparentemente più economico può costare molto di più durante la sua vita operativa se genera consumi energetici superiori, se dura meno chilometri o se si usura in modo non uniforme.
Il terzo segreto: gli assi devono essere allineati
Esiste poi un fattore spesso ignorato: la convergenza. Provate a spingere un carrello della spesa con una ruota che tende a tirare lateralmente. Il carrello continua a muoversi, ma una parte dello sforzo viene continuamente dispersa per correggere la traiettoria. L’energia non viene utilizzata per andare avanti: viene sprecata.
Lo stesso accade quando un autobus presenta una geometria non corretta. Gli pneumatici non rotolano nella direzione ideale ma tendono a strisciare leggermente sull’asfalto. Il risultato è un aumento degli attriti, una maggiore usura del battistrada e un incremento dei consumi.
Anche pochi millimetri di disallineamento possono produrre effetti importanti quando un veicolo percorre decine di migliaia di chilometri ogni anno. Su una flotta di centinaia di autobus, il fenomeno diventa una voce di costo strutturale che spesso nessuno controlla, perché non ha un capitolo di bilancio dedicato.
La vera sorpresa del costo chilometrico: il ruolo di EM Fleet
EM Fleet è tra i principali operatori italiani specializzati nella gestione Full Service Pneumatici per flotte di trasporto pubblico locale, come quella di Autolinee Toscane, Cotral, ANM Napoli. La società gestisce oggi oltre 8.000 veicoli pesanti in regime di costo chilometrico, attraverso una rete di operatori diretti, officine mobili di proprietà e una piattaforma digitale proprietaria — Fleet Sync — che traccia il ciclo di vita di ogni singolo pneumatico.
«Molte aziende scelgono il Full Service Pneumatici per ridurre il costo delle coperture. Ma spesso il vantaggio più interessante emerge successivamente. Molte aziende passano alla gestione Full Service per ridurre il costo delle gomme e scoprono, dato alla mano, che una parte del ritorno economico arriva in realtà dal carburante e dall’efficienza complessiva dei veicoli. È un effetto collaterale positivo che il modello a costo chilometrico produce in modo strutturale», spiega EM Fleet.
E poi c’è un tema di interesse economico comune: «Il nostro interesse economico coincide perfettamente con quello del cliente. Se uno pneumatico dura di più, il contratto è più efficiente per entrambi. Per questo monitoriamo costantemente tutti i fattori che influenzano la vita utile della copertura: pressione, usura, convergenza, scelta del pneumatico più adatto all’applicazione. Sono attività che fanno bene alla copertura, ma fanno bene anche al carburante».
Ma con quale frequenza vengono effettuati i controlli? «Generalmente tra i 30 e i 60 giorni, in funzione della tipologia di pneumatico, delle percorrenze, del tipo di servizio e delle variazioni stagionali. Durante ogni ispezione vengono rilevati pressione, usura su tre canali del battistrada, anomalie e dati di posizionamento. Ogni pneumatico ha un’identità digitale, tracciata attraverso tag RFID, e tutti i dati confluiscono nella nostra piattaforma Fleet Sync. Senza un sistema così non si possono monitorare in modo coerente decine di migliaia di pneumatici distribuiti su centinaia di depositi».
Il vantaggio, dunque, va oltre il mero pneumatico: «Molte aziende monitorano con precisione il costo del carburante al litro, ma non sempre monitorano con la stessa attenzione i fattori che determinano quanti litri vengono effettivamente consumati. Uno pneumatico correttamente gonfiato, un asse correttamente allineato e una copertura con bassa resistenza al rotolamento permettono al veicolo di scorrere meglio. E quando un veicolo scorre meglio consuma meno energia. È una regola fisica, prima ancora che economica».
Una nuova prospettiva sulla gestione delle flotte
Per anni gli pneumatici sono stati considerati semplicemente una voce di costo. Una commodity da sostituire quando arriva al fondo del battistrada. Oggi sempre più aziende stanno iniziando a considerarli per quello che sono davvero: una leva di efficienza.
Uno pneumatico non determina soltanto quanti chilometri percorrerà prima di essere sostituito, ma influisce sul carburante consumato, sull’autonomia degli autobus elettrici, sull’usura dei componenti meccanici, sul comfort dei passeggeri, sulla sicurezza in frenata, sul costo complessivo di esercizio del veicolo.
Ed è forse proprio questa la vera rivoluzione introdotta dal Full Service Pneumatici a costo chilometrico: nasce per ridurre il costo delle coperture, ma finisce per migliorare l’efficienza dell’intera flotta. Trasforma una voce di costo variabile e incerta in un parametro misurabile e programmabile. Sposta l’attenzione del fornitore dalla vendita del prodotto alla performance del servizio. Perché a volte il modo più efficace per ridurre i consumi non è acquistare un nuovo autobus. È semplicemente fare in modo che l’autobus scorra meglio.

