di Gianluca Celentano

Ogni estate la scena si ripete, le temperature salgono, gli abitacoli dei bus si surriscaldano e l’aria condizionata, a volte, fa i capricci. Torna così d’attualità un articolo pubblicato da AutobusWeb nel 2024 che poneva una domanda semplice: un autista può lavorare in bermuda senza perdere autorevolezza? Questa volta, però, la proposta arriva dall’OR.S.A. Autoferrotranvieri di Piacenza  –Troppo caldo sul bus, la proposta di Orsa: autisti in bermuda – piacenzasera.it -, che ha chiesto all’azienda di consentire ai conducenti di indossare pantaloncini durante le ondate di caldo.

Ritorna quindi al centro dell’attenzione un tema che non è affatto nuovo e che, con estati sempre più calde, merita forse di essere affrontato con meno dogmi e più realismo. Questo perché il cambiamento climatico corre veloce, mentre certe idee sembrano ancora ferme al secolo scorso

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Dal Northern Territory un esempio concreto 

Come riportato dal Codice di condotta per conducenti e operatori di minibus del Northern Territory australiano, tra gli indumenti professionali ammessi figurano anche pantaloncini e shorts, a conferma che, almeno in alcune realtà caratterizzate da temperature estreme, comfort e professionalità possono convivere. 

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Il caldo non aspetta i tempi della burocrazia 

In realtà, fuori dai nostri confini qualcuno il problema lo ha già affrontato. A Parigi, dopo anni di confronto sindacale, RATP – vedi sempre l’articolo di AutobusWeb dell’agosto 2024 – ha progressivamente allentato il dress code estivo, consentendo ai conducenti di lavorare con pantaloncini nelle giornate più torride. E anche in Australia, come detto, almeno su alcune reti, i bermuda fanno ormai parte dell’abbigliamento di servizio.

In Italia, invece, il tema sembra ancora dividere seppur nessuno proponga di  trasformare il posto guida in una spiaggia. Si parla semplicemente di adattare l’abbigliamento a condizioni climatiche che, estate dopo estate, diventano sempre più estreme. L’eleganza di un conducente non si misura dalla lunghezza dei pantaloni, ma dalla professionalità, dalla cortesia e dalla sicurezza con cui svolge il proprio lavoro. Se una polo tecnica è ormai stata accettata in molte aziende, forse è arrivato il momento di discutere senza pregiudizi anche del resto?

L’impressione è che l’Italia, ancora una volta, rischi di rincorrere i problemi invece di anticiparli. Il cambiamento climatico non aspetta i regolamenti interni, e chi ogni giorno trascorre otto ore al volante lo sa fin troppo bene…

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