coachoftheyear

Il Coach of the year 2016 è l’Iveco Bus Magelys Euro VI che ha avuto la meglio su un gruppo, a mio avviso, piuttosto variegato al cui interno erano schierati il Setra TopClass, il Neoplan Skyliner, il Temsa Hd, il Sunsundegui SC7 e il Vdl Fmd. Ok, sono lecite le domande: “ma cosa c’entrano questi autobus uno con l’altro? Com’è possibile valutare, anzi compare, modelli così diversi?”. Difficile capirlo, il regolamento non l’abbiamo scritto noi. Ma andiamo per ordine cercando di ricostruire il ricostruibile. Il Setra, pare, non poteva vincere anche quest’anno («…la grande sfida è quella di non far vincere sempre i Setra, e non è facile, credimi», mi ha confidato un giurato del Nord Europa settimana scorsa), fuori dai giochi, si dice, anche lo Skyliner (Man aveva già vinto il Bus of the year l’anno scorso) e anche il Sunsundegui e il Temsa (i motivi sceglieteli voi); a questo punto sul ring sono rimasti l’Iveco Magelys e il Vdl Fmd. Due autobus interessanti e capaci, sempre secondo la mia personale opinione, di interpretare al meglio le esigenze di un mercato che guarda sempre di più alla cosiddetta ‘linea lunga’ (vedi Flixbus), all’efficienza e al prezzo di listino. I due autobus, comunque, non sono comparabili sino in fondo, ma almeno sono stati in grado di chiudere una forbice che il TopClass da una parte e il SC7 dall’altra avevano divaricato a dismisura denaturando di fatto la gara. 

La scelta di premiare il Magelys farà sicuramente discutere ma alla fine, anche con qualche mugugno, sarà condivisa dai più. 

L’uscita di scena della versione tre assi e il riordino della gamma Crossway hanno fatto bene al Magelys che, per varie ragioni, non ha mai veramente sfondato sul mercato. La versione Euro VI, arrivata con leggero ritardo sul mercato, è più matura rispetto alla precedente anche perché non è costretta ad interpretare un ruolo, quello del granturismo, che le andava stretto. Il nuovo motore, il design, il prezzo di listino e il rodato processo di produzione hanno pesato positivamente sul duello con il Futura Fmd. Modello che se gli olandesi si decidessero a realizzare anche in versione a pavimento ‘basso’ potrebbe giocare ad armi pari con il Crossway che, invece, guarda oltre e pensa già al tre assi. Così è la vita. Degli autobus, s’intende.

Roberto Sommariva

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