La riunione del Comitato tecnico scientifico (Cts) del 26 agosto scorso ha riscritto le regole per il trasporto pubblico in vista della riapertura delle scuole. Se i bus, si legge nella bozza, possono garantire una buon ricambio di aria o sono equipaggiati con dispositivi di distanziamento tra le teste dei passeggeri, la capienza potrà passare dal 50% attuale al 70-75%. Queste disposizioni saranno pubblicate nel verbale della riunione. Ovviamente, molto ha a che fare con le nuove dispositive messe in atto a causa dell’Emergenza Covid-19.

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Trasporto pubblico, aumenta la capienza al 75%

Il piano del Cts richiede ai Comuni e alle aziende di trasporto pubblico urbano e regionale di moltiplicare le corse e di allungare gli orari di punta. Questo dovrebbe consentire alle scuole di organizzare gli ingressi degli alunni a scaglioni. A prendere autobus, treni e metro sono principalmente i ragazzi delle scuole superiori. Per loro è indicato che l’inizio delle lezioni sia dopo l’abituale picco di traffico delle 8.30.

Cosa cambia per gli studenti

Ma la misura più importante per garantire l’effettivo arrivo degli studenti a scuola è il via libera, a determinate condizioni, a un aumento della capienza del mezzi. Per quelli più nuovi, che possono garantire un ricambio di aria con filtri certificati o la messa in opera di distanziatori mobili, sarà possibile arrivare a riempirli fino al 70-75%. Per garantire più corse — e pagare gli straordinari o eventualmente affittare anche bus privati — ci vorranno più soldi: almeno 200 milioni, secondo la stima del presidente dell’Anci Antonio De Caro. Su tutti i mezzi pubblici, resta obbligatorio l’uso delle mascherine.

 

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