L’assemblea dei soci di Tpl Linea, azienda del trasporto pubblico locale in provincia di Savona, ha dato il via libera al Bilancio di esercizio 2021 che chiude in utile nonostante il periodo pandemico e ha approvato l’aggiornamento del Piano industriale, atto primario per procedere con l’affidamento in house del servizio nel savonese nell’ambito della procedura amministrativa a livello provinciale.

Il piano prevede, dal 2023 al 2032, una produzione costante e pari a 8,2 mln di vett/km. Dal 2023 è prevista una quota di sub affidamento a soggetto terzo quale obbligo di legge. Da oggi al 2032 è prevista la sostituzione di 118 autobus, di cui 58 nel primo triennio, tutti a trazione elettrica. L’anzianità del parco mezzi andrà a ridursi e si attesterà intorno ai 10 anni. Alla fine del primo biennio non circoleranno più autobus di classe ambientale euro 3 o inferiore.

Per quanto riguarda i livelli occupazionali non sono previste variazioni e nel piano non vengono ipotizzate modifiche agli accordi di secondo livello. Il piano evidenzia la sostenibilità economica finanziaria dell’affidamento in house: a fronte di una iniziale sofferenza economica, dal 2024 sono previsti importanti risultati economici positivi, per chiudere in equilibrio alla fine del piano.

«L’approvazione unanime di oggi del Piano industriale aggiornato predisposto dal Cda – commenta la presidente Simona Sacone – rappresenta una spinta decisiva sull’iter dell’affidamento in house del servizio di trasporto pubblico nel savonese». Spetta ora all’ente affidante procedere con ogni adempimento utile a concretizzare e concludere la procedura nei tempi di legge.

Slitta, invece, la nuova composizione del Cda, all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci: le nomine saranno decise dopo una proroga dell’attuale Cda che a ora resta in carica. Al termine dell’assemblea dei soci si è svolto un confronto con i sindacati. Nel corso della mattinata i sindacati hanno tenuto un presidio di protesta davanti alla Provincia di Savona per chiedere maggior coinvolgimento nella stesura del piano industriale e si sono detti contrari alle esternalizzazioni. 

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