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Tesla ha recentemente concluso un accordo per un finanziamento da 750 milioni di dollari con un gruppo di banche, tra cui Deutsche Bank, Bank of America, Goldman Sachs, J.P. Morgan Chase, Morgan Stanley, Wells Fargo e Credit Suisse. L’accordo, siglato sotto forma di prestito basato sugli asset, prevede un finanziamento da 500 milioni di dollari che, se alcune condizioni verranno a crearsi, può diventare di 750 milioni di dollari. Questa ingente quantità di denaro va a sommarsi ai 2,3 miliardi di dollari raccolti dalla società americana nel 2014 tramite un bond convertibile emesso sul mercato.

Secondo la stampa americana, Elon Musk, numero uno di Tesla, non si limiterà ad utilizzare il denaro per la costruzione della cosiddetta Gigafactory in Olanda, o per la riconversione di un nuovo stabilimento appena acquistato a Fremont in California, ma tra gli esperti comincia a farsi largo l’idea che il costruttore americano voglia espandersi oltre il settore delle auto e delle batterie. Da qui l’ipotesi dei bus elettrici: l’esperienza da costruttore non manca, il know-how sulle batterie ricaricabili nemmeno e ora neanche le risorse economiche per farlo.

Un ulteriore elemento che gioca a favore della tesi è rappresentato dal credito fiscale che lo stato della California ha appena concesso a Tesla, dopo aver perso la sfida per lo stabilimento di batterie da 5 miliardi di dollari. Si tratta di un bonus da 15 milioni di dollari che l’azienda con base a Fremont potrebbe usare per attività produttive, di ricerca e sviluppo e di sperimentazione che porterebbero all’assunzione di oltre 4000 lavoratori.

Gli esperti si interrogano su quale sarà il grande investimento del futuro di Tesla con tutta questa liquidità e alcuni sono pronti a scommettere sul settore dell’autobus, ma al momento rimangono solo semplici supposizioni.

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