La gara per il trasporto pubblico non deve accorpare servizio su gomma e servizio su ferro. È il responso del Tar in merito al bando per il bacino del nord-est del Piemonte (imperniato su Novara) preparato dalla Regione e dell’Agenzia della mobilità piemontesi, che includeva la gestione delle “ferrovie marginali”. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato da un novero di imprese che comprende S.T.N. Società Trasporti Novaresi, Baranzelli Natur, Autoservizi Comazzi, S.A.F. Società Autoservizi Fontaneto e Pirazzi Autoservizi.

Autobus e treni accorpati: no grazie

Nel bando per la provincia di Novara compariva la gestione sia del trasporto su gomma che di quello su ferro. Autobus e treni, insomma, accorpati in un’unica gara per individuare il nuovo gestore del servizio. Nel bando si chiedeva, infatti, anche la gestione delle due linee ferroviarie definite «marginali», cioè la Arona-Novara e la Novara-Borgomanero-Domodossola. Un folto gruppo di bus operator interessati alla gara si sono prontamente rivolti al Tar, contestando la decisione della regione e sostenendo che di fatto il bando le obbligava a stringere accordi con operatori specializzati nel trasporto su ferro creando effetti distorsivi sia sotto il profilo economico e gestionale che  dal punto di vista di una libera concorrenza. Tesi che il Tar ha accolto.

Gara per il trasporto pubblico a Novara, una storia complicata

La gara di quadrante è stata preparata facendo seguito all’annullamento (nel marzo 2017) della precedente gara da 20 milioni di euro per il trasporto pubblico della provincia di Novara. Ad aggiudicarsi il bando era stato, con crisma di ufficialità nell’agosto 2016, un raggruppamento di imprese capitanato dalla novarese Sun. Dell’ati facevano parte anche la torinese Gtt e tre aziende valdostane (“Vita”, “Svap” e “Savda”). 88 era stato il punteggio vincente. La cordata sconfitta (Line con Stn, Baranzelli, Comazzi, Fontaneto e Pirazzi) ha firmato il ricorso. La gara è stata poi effettivamente dichiarata nulla dai giudici amministrativi del Piemonte a causa della presenza nellla commissione aggiudicatrice di un ex dirigente della società risultata vincitrice. Successivamente la Provincia ha rinunciato alla possibilità di presentare appello al Consiglio di Stato, passando la palla alla neonata agenzia per la mobilità per la redazione di una nuova gara non più di provincia ma di quadrante. Un tender il cui percorso pare essersi già inceppato.

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