Una prova del nove per i sistemi di ricarica preposti a dare linfa all’eCitaro di casa Mercedes (Daimler Buses). Visto che le aziende di trasporto devono essere certe che la propria infrastruttura di ricarica sia adatta ai vari sistemi di batterie dell’autobus elettrico stellato, i caricabatterie di dell’ebus vengono sottoposti a meticolosi test di compatibilità.

Con le batterie allo stato solido, Daimler Buses ha aperto un nuovo capitolo nella storia degli autobus elettrici. Queste batterie innovative necessitano di determinati requisiti nell’infrastruttura di ricarica e richiedono un’accuratezza particolare nel processo di caricamento: ecco perché Daimler Buses sta effettuando meticolosi test di interoperabilità con diversi produttori di apparecchiature di ricarica. L’obiettivo: garantire sicurezza ed efficienza.

Al vaglio la compatibilità dei dispositivi di ricarica per l’eCitaro

Per eseguire una prova di interoperabilità, un eCitaro viene mandato per un’intera settimana a Delft, nei Paesi Bassi. La destinazione è l’ultramoderno Innovation Lab e Test Center ABB, inaugurato nel 2020. Oliver Kaerkes, ingegnere responsabile dei test di controllo nel settore sistemi di ricarica presso Daimler Buses a Mannheim, afferma: «Vogliamo essere pronti per qualsiasi scenario di ricarica, e il Test Center di Delft offre le condizioni ideali per riuscire ad esserlo».

Come prima cosa, l’autobus viene accuratamente cablato in vista del programma di collaudo. All’interno del veicolo viene allestita una vera e propria postazione di lavoro dotata di computer, come è consueto per i test di routine invernali ed estivi. Inoltre, le apparecchiature di prova dell’Innovation Lab e i caricabatterie vengono collegati a una cosiddetta “break-out box”, che a sua volta viene connessa al Mercedes-Benz eCitaro.

Vengono quindi simulati oltre 100 processi di ricarica specifici: alcuni durano solo pochi secondi per consentire di vedere l’inizio del processo, altri simulano l’intero caricamento della batteria e durano pertanto diverse ore. “Con l’oscilloscopio, un dispositivo di misurazione ad alta frequenza, per ciascun ciclo di carica si ottiene una visualizzazione ad alta risoluzione e in tempo reale di segnali elettrici molto veloci”, spiega Kaerkes. In questo modo è possibile identificare malfunzionamenti che potrebbero causare interruzioni indesiderate del processo di ricarica.

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