Zhongtong, Altas, D’Auria. Questo il trio di brand dietro al Novus City V7, ultima novità del costruttore lituano presentata al Busworld di ottobre scorso e protagonista a inizio febbraio di un roadshow tra Trento e Bolzano curato dal dealer italiano di Altas, il gruppo D’Auria. Il modello è realizzato dai cinesi di Zhongtong (249 e-bus immatricolati in Europa nel 2023 per un non trascurabile 3,9 per cento di market share nel segmento e-bus) e viene consegnato ad Altas in forma di veicolo completo privo di interni, che vengono realizzati negli stabilimenti della casa baltica, specialista dei minibus con volumi produttivi annui attorno agli 800 carrozzati Sprinter, ora in fase di diversificazione del modello di business con crescente interesse verso le trazioni elettriche, che a partire dal 2022 costituiscono il focus aziendale. 

La scommessa elettrica di Altas Auto

L’obiettivo dichiarato da Altas è quello di proporre al mercato una gamma full electric entro il 2025. In listino c’è già il Novus Cityline su base Mercedes Sprinter, già visto in roadshow alle nostre latitudini. Con il Novus City V7 Altas si pone obiettivi ambiziosi: almeno 40 mezzi venduti nel 2024 e 120 nel 2025. Il partner Zhongtong non è esattamente l’ultimo arrivato: è una delle ‘braccia’ autobus dell’immenso gruppo Shandong Heavy Industry, assieme ad Asiastar. Sotto l’ombrello della casa cinese c’è, tra le altre cose, un leader della motoristica come Weichai, a sua volta azionista del gruppo fuel cell canadese Ballard. La capacità produttiva di Zhongtong è di (udite udite) 30mila autobus l’anno, 5mila i dipendenti.  La collaborazione con Altas, lanciata nel 2023, ha come orizzonte anche la commercializzazione in Europa di un modello elettrico da 8,7 metri. L’Altas Novus City V7 è sostanzialmente la declinazione adattata per il mercato europeo dello Zhongtong V7, già in commercio in Cina.

Altas Novus City V7: un 7,5 metri per l’Europa

Quello che abbiamo visto in Trentino è un modello allo stadio prototipale, testimoniato dalla presenza di una porta sul lato sinistro in corrispondenza della piattaforma di accesso. La disposizione delle sedute verrà invertita: coppia di sedute a sinistra, sedili singoli a destra.

Anche il primo gradino di transizione tra piattaforma e parte posteriore dell’autobus verrà eliminato, una modifica sollecitata da Altas e consentita dallo spostamento dei compressori dell’aria sul posteriore. In questo modo sarà possibile guadagnare anche qualche centimetro di altezza a ridosso del pentaposto. Quando vedremo il prodotto finito? Alla fine dell’estate. A Next Mobility Exhibition a Milano, in maggio, lo stand D’Auria ha ospitato il prototipo, mentre a Ibe di Rimini, a novembre, sarà presentato, in base ai piani, il modello definitivo customizzato per il mercato europeo

Quasi 7 metri e mezzo di lunghezza, il Novus City V7 presenta interasse particolarmente pronunciato di 4.100 millimetri, mentre è quasi nullo lo sbalzo anteriore (1.205 mm). Un’architettura progettuale che da un lato consente di alloggiare una porta doppia di dimensioni generose (quasi 130 centimetri di luce), dall’altro impedisce di aggiungere una seconda porta d’accesso. L’Altas si inserisce in un segmento intermedio, praticamente sgombro di competitor (se si escludono i derivati), tra il mini da sei metri, da cui attinge a grandi linee il profilo (piccoli sbalzi, grande piattaforma centrale con porta d’accesso) e i mezzi da otto metri in grado di ospitare tranquillamente due (o addirittura tre) porte. 

Performance ai vertici del segmento

Buona la capacità passeggeri: a bordo c’è posto per un massimo di 33 persone, 16 delle quali sedute, con la prospettiva di arrivare a quota 37 una volta conclusi i processi di omologazione in ottemperanza agli standard Gsr2.

Tra i plus del veicolo c’è indubbiamente la potenza di picco del motore elettrico Dana Tm4, uno standard per gli elettrici di taglia ‘midi’, che risulta decisamente performante sul 7 metri e mezzo Altas (il picco di coppia è di 2.450 Newtonmetro). Una caratteristica che abbiamo avuto modo di apprezzare personalmente sulle tortuose altimetrie dei dintorni di Rovereto. La tecnologia adottata per il propulsore è quella del motore centrale a ridosso dell’assale posteriore. Per le batterie la scelta è ricaduta sul leader mondiale Catl, che ha fornito al costruttore moduli Lfp che risultano distribuiti tra posteriore e tetto: 140 i chilowattora a disposizione. La ricarica è effettuabile tramite presa Ccs2 (nel veicolo provato è disposta nella parte posteriore destra) in grado di raggiungere i 120 kW di potenza. 

Le sedute, nel veicolo provato, sono Ster New City rivestiti in tessuto e fissati a parete, dotati di bracciolo. Vi si accede attraversando il pavimento ribassato nella parte centrale e rivestito in Pvc antiscivolo. Presente all’appello rampa pieghevole per l’accesso delle carrozzine.  Capitolo climatizzazione: 23 i kW in raffreddamento e 9 in riscaldamento per l’impianto che serve il vano passeggeri, fornito da Valeo e articolato in quattro convettori. Per il driver c’è un supplemento di rispettivi 2 e 4,5 kW. A completare il tutto ecco un ventilatore d’aria aggiuntivo installato nel soffitto dell’abitacolo. Abitacolo illuminato con tecnologia led e ‘punteggiato’ di prese Usb (11 più una ulteriore per il conducente). Ben distribuiti i pulsanti di stop. Ottima la percezione di luminosità interna, favorita dall’ampia finestratura posteriore. Ora non resta che attendere dopo l’estate, quando il prodotto il mezzo comparirà sul nostro mercato in veste definitiva.

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