Sull’installazione obbligatoria dei dispositivi di rilevazione dell’angolo cieco, i BSIS (Blind Spot Information System), potrebbero emergere sviluppi dai costanti rimpalli sulla vicenda. È quanto comunica ST Sistema Trasporti, la confederazione di imprese NCC e bus, che ha deciso di opporsi all’obbligo di installazione di sistemi aftermarket non riconosciuti per i bus già immatricolati.

La vicenda è nata con molte polemiche tra i vettori a seguito dell’ordinanza 971 dell’11 luglio 2023 del Comune di Milano, che stabiliva, a partire dal primo di ottobre successivo, il divieto di accesso alle aree B e C per autobus e camion privi di sensori per la segnalazione degli angoli ciechi.

Il primo “cartellino giallo” al Comune di Milano è arrivato nel novembre 2023 dal Tar della Lombardia, a seguito del ricorso presentato da Sistema Trasporti e Assotir, mentre il Comune aveva annunciato l’intenzione di rivolgersi al Consiglio di Stato.

Da quel momento, migliaia di vettori di autobus hanno dovuto allestire precauzionalmente, oltre agli adesivi specifici, i veicoli già immatricolati con prodotti aftermarket, incontrando non pochi problemi durante le revisioni e alla conformità delle normative del Codice della Strada in altri comuni diversi da Milano.

La Magistratura amministrativa dello Stato con sentenza n. 01884/2024 di Febbraio, ha dato ragione al ricorso promosso dal comune di Milano sull’obbligo dei sensori per l’angolo cieco, ribaltando la sentenza del Tar della Lombardia. che sosteneva che le competenze sulla sicurezza stradale sono prerogative dello Stato e non di un Ente locale.

Il 9 settembre 2024, la palla passa al Ministero, e Sistema Trasporti ha informato il Comune di Milano, tramite gli avvocati di Legal Protection, riguardo le recenti posizioni sul tema del Ministero dei Trasporti. Il Dicastero dei trasporti ha evidenziato che la normativa UE 2019/2144 prevede, a partire dal 7 luglio 2024, l’applicazione della norma UN 151, relativa ai sistemi di monitoraggio degli angoli ciechi, esclusivamente per la commercializzazione e l’immatricolazione di nuovi veicoli. Non sono previste prescrizioni per i veicoli già circolanti e immatricolati. 

Il Ministero ha inoltre precisato che non esiste alcuna normativa sulle omologazioni che consenta l’uso di kit diversi da quelli già installati dai costruttori prima dell’immatricolazione.  Pertanto, stando al Ministero, non esiste alcun obbligo di adeguamento per i veicoli già immessi sul mercato.

Ora, il Comune di Milano ha 30 giorni, a partire dal 9 settembre, per rilanciare una risposta a ST e nel frattempo è auspicabile per I vettori incontrare vigili e tecnici revisionatori comprensivi, seppur il problema possa essere al centro di controversie assicurative.

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