La settima edizione del MIT è alle porte: cinque tappe per mettere sotto la lente le sfide del trasporto persone.

Lo scorso anno il Mobility Innovation Tour ha cambiato pelle: la sesta edizione del MIT non ha parlato solo di autobus e tecnologie connesse, ma anche di trasporto pubblico nel suo complesso; non ha vissuto solamente di webinar – ormai un po’ anacronistici dopo il boom dovuto alla pandemia di Covid-19 -, ma anche di eventi fisici (vero focus, nel 2018, del progetto che quell’anno partiva con il claim ‘Il giro d’Italia in AUTOBUS’) e servizi video-giornalistici. Il programma dello scorso anno è stato aperto da un approfondimento verticale sul mercato italiano, facendo il punto sulle immatricolazioni e i trend 2022.

Dunque un’inchiesta sulla crisi della professione conducente, avanzando possibili soluzioni. Un’emergenza che continua a peggiorare: secondo l’Iru, al 2028 ci ritroveremo con un ammanco di 275mila conducenti. Tanti, troppi. A seguire due tappe a Bologna per sottolineare l’importanza delle utility – non più meri fornitori di energia, ma veri e propri partner – e per parlare dell’importanza della manutenzione. Un salto nel ‘futuro’ (anche se in realtà è già un presente) con la guida autonoma, perché ormai stimo procedendo a piccoli passi verso la tecnologia driverless. Quindi l’appuntamento di Cagliari per celebrare i 130 anni di tpl del capoluogo sardo e, in ultimo ma non per importanza, un servizio su autolinee e turismo, per muovere le giuste leve per recuperare l’utenza perduta.

E ora?

Per l’anno che verrà il Mobility Innovation Tour vivrà di cinque tappe. Inizieremo il nostro viaggio con un appuntamento per così dire ‘speciale’, una job edition dedicata, appunto, a lavoro e formazione, per promuovere il dialogo tra aziende e realtà impegnate nella formazione di professionisti tanto ricercati dal comparto. Il suo titolo sarà ‘L’isola che c’è. Nuove (e vecchie) figure professionali per il comparto del tpl’.

Dunque, nella cornice di NME-Next Mobility Exhibition, un focus sulla transizione energetica dei bus turistici – ‘Transizione energetica in classe III. Un futuro a biogas, batterie e idrogeno’ – ora che le trazioni alternative hanno fatto breccia anche nella lunga percorrenza, segmento centrale per l’Italia.

A proposito di energie alternative, una tappa sarà dedicata all’idrogeno (‘Gli stati generali dell’idrogeno’) con l’ambizione di fare il punto sui progetti e le potenzialità di questo vettore nel contesto di un vero appuntamento di ‘stati generali’.

Dall’idrogeno all’elettrico, per mettere sotto la lente l’elettrificazione della flotta del capoluogo del Piemonte: ‘Torino, città elettrica. Non solo bus: treni e tram per la rivoluzione’.

Last but not least ‘Il fattore B: Bari e Brt. Tra elettrico e intermodalità’, perché il Bus Rapid Transit è una soluzione che si sta ritagliando spazio nelle nostre città: grazie ai fondi del Pnrr Bari è pronta alla svolta elettrica, simbolo di una regione che vuole tenere il passo della transizione.

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