di Gianluca Celentano (conducente di bus)


Andrea Gibelli, presidente di Asstra, è chiaro e diretto: «Servono finanziamenti al comparto pari a 700 milioni di euro l’anno per adeguare il Fondo Nazionale dei Trasporti alla stringente inflazione. Inoltre, sono necessari 900 milioni per il rinnovo contrattuale degli autisti». Questo lo sfogo sulle pagine di Repubblica, dove ammette che il totale dei fondi per mettere a regime il settore del trasporto pubblico locale rappresentato da Asstra, necessita di 39 miliardi di euro entro il 2040.

Cifre importantissime che pongono interrogativi su come reperire ulteriori fondi per il settore affine al tpl, il noleggio.


Quindi, nel bilancio rientrano a pieno titolo anche i soldi per i conducenti, ma con quale contrattazione? Infatti, abbiamo osservato in diversi servizi che, a seguito della carenza di personale di guida, diverse aziende hanno dovuto mettere mano ai loro sempre più vuoti portafogli per incrementare e incentivare la parte economica dei conducenti, ormai propensi al job hoppin.

Le azioni del sindacato?

Il sindacato, oggi figura sempre più marginale nella vita lavorativa, deve fare la sua parte partendo (con coraggio) dalla rinegoziazione del contratto nazionale. A dirlo sono centinaia di colleghi. Può essere questo il momento per scendere in piazza, facendo presagire un autunno caldo per i trasporti?

Verso le emissioni zero


Vediamo i numeri: nel 2022, i bus a gasolio rappresentavano l’87% del parco circolante, mentre solo il 3% aveva motorizzazioni ibride o full electric. Il 2023 è stata l’annata migliore, grazie ai fondi del Pnrr: su 5.000 bus acquistati, l’8,1% rientrava nei full electric, mentre ibridi e diesel raggiungevano l’11,2%. Una inversione di tendenza per la quale Asstra ammette di disporre poco più di 7 miliardi di euro, cifra assolutamente inadeguata per l’appuntamento del 2035 imposto dalla Ue per bus e camion e i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni fissati al 45%. Percentuale che lieviterà al 65% entro il 2039 e al 90% nel 2040. Serve quindi quintuplicare le cifre, e nelle assemblee sindacali, stando a recenti indiscrezioni, qualche politico in area Pd (Pierfrancesco Maran, per fare nomi e cognomi) parla con disinvoltura di puntare soprattutto sul trasporto locale su ferro (anche a guida autonoma), con grande velato imbarazzo e disappunto di qualche sigla confederale.

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