La firma del governo sul piano della Mobilità Sostenibile. 3,7 miliardi per bus a trazione alternativa

Dopo il semaforo verde in conferenza unificata è arrivata la firma di palazzo Chigi sul Dpcm che adotta il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile. Un documento da 3,7 miliardi di euro in quindici anni finalizzati a finanziare il rinnovo del parco autobus per il tpl con autobus meno inquinanti. I soldi dovranno essere infatti utilizzati per acquistare autobus elettrici (o ibridi, nelle varie declinazioni del termine…), a metano o a idrogeno (un’eventualità, quest’ultima, ben meno probabile considerati i costi di acquisto).Un piano, quello licenziato ieri dal governo, che è già stato oggetto di uno studio da parte di Asstra, secondo il quale il vincolo all’acquisto di autobus a trazioni alternative, più costosi dei bus diesel, porterà a un invecchiamento delle flotte invece che a un ringiovanimento.

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autobus elettrici

Un piano nazionale per la transizione energetica del trasporto pubblico

Il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile punta al rinnovo dei parco autobus adibiti al trasporto pubblico locale. In media attualmente in Italia gli autobus in circolazione hanno circa 11,4 anni di media, a fronte dell’età media europea di circa 7,5 anni. L’obiettivo del Piano è dunque quello di ridurre la vetustità di queste vetture, di promuovere il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative della Unione Europea, nonché  di rilanciare la filiera industriale di produzione di autobus, si legge nella nota stampa.

Con questi finanziamenti potranno essere acquistati autobus full electric, ibridi (anche nella declinazione ‘leggera’ che tanto spazio si sta guadagnando sul mercato), a metano e ad idrogeno.

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Tre graduatorie distinte per ricevere i fondi

Lo stanziamento statale previsto è di 3,7 miliardi di euro nel periodo dal 2019 al 2033. Le risorse del Piano verranno erogate in 3 periodi quinquennali a partire dal 2019, in base a criteri prefissati (che terranno conto ad esempio del numero di passeggeri trasportati e del numero di mezzi circolanti) su tre graduatorie distinte:

  • una per i comuni capoluogo di città metropolitane e Comuni capoluogo di provincia ad alto inquinamento di PM10 e biossido di azoto (a cui verranno assegnati limitatamente al primo quinquennio di applicazione 398 milioni di euro)
  • una per i comuni e le città metropolitane con più di 100.000 abitanti (a cui andranno 1,1 miliardi  di euro)
  • una per le Regioni (a cui verranno ripartiti 2,2 miliardi di euro).

È previsto che alle regioni del sud debba andare non meno del 34% delle risorse stanziate. Viene anche stabilito che le risorse assegnate nel primo triennio, sino al 50% del contributo concesso, possono essere destinate alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa (es. metano, idrogeno, elettrica).

Asstra: il piano invecchierà le flotte

La novità principale della strategia sulla mobilità sostenibile imboccata dal governo è la chiara intenzione di accelerare il processo di transizione verso una flotta ad alimentazione alternativa rispetto al gasolio. Il Piano in sostanza esclude, con poche eccezioni, gli autobus diesel dai mezzi finanziabili con contributi statali. Tale circostanza ha un impatto molto significativo sul settore e sui tassi di rinnovo attesi delle flotte bus, ha sostenuto Asstra presentando uno studio ad hoc in occasione del congresso nazionale 2019.

«I mezzi ad alimentazione alternativa – queste le parole affidate da Asstra ad una nota stampa -, infatti, hanno ancora costi di acquisto molto più elevati rispetto a quelli a gasolio (a tecnologie attuali il rapporto è di circa 1 a 2,5) e richiedono investimenti significativi per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica, cui il Piano assegna fino ad un massimo del 50% dei Fondi disponibili, per i primi 3 anni di ciascun quinquennio. L’insieme di tali aspetti, a parità di risorse rispetto a quanto previsto nella legge di bilancio 2017, determina una riduzione del numero di mezzi che sarà possibile immatricolare e, conseguentemente, non consente di ridurre l’età media del parco: le simulazioni condotte evidenziano che, considerando interamente spese le risorse a disposizione e pienamente rispettati i vincoli per l’utilizzo delle risorse dettati dal Piano in tema di scelta tecnologica dei mezzi e finanziamenti specifici alle infrastrutture di supporto, nei prossimi anni verranno immatricolati circa 20.000 mezzi, che porteranno la flotta ad avere un’età media di 17,5 anni nel 2033».

2019-04-30T15:05:29+00:0019 Aprile 2019|Categorie: AUTOBUS NEWS, TPL|Tag: , |