di Roberto Sommariva

Dodici ore di paralisi e una Regione, la Liguria, completamente isolata. Questa la cronaca della giornata (da dimenticare) per chi ieri ha transitato per le autostrade liguri. La Savona-Genova, per esempio, è rimasta chiusa dalla mattina sino alle 18, stessa sorte per la Torino-Savona in direzione del capoluogo piemontese. Traffico bloccato anche tra Busalla e Bolzaneto fino a metà mattinata. A scatenare l’ingorgo è stata un tir guidato da un rumeno, che nelle prime ore del mattino ha abbattuto un portale delle indicazioni stradali nel tratto compreso tra Savona e Albisola. Il mezzo pesante, sbandando e ribaltandosi, ha sversato il carico. A completare il quadro già desolante, si registra un altro incidente sulla A-7, la Milano-Genova, due ore dopo. Anche in questo caso un camion ha perso il carico: tubi, recuperati senza particolare difficoltà.

Autostrade liguri, Toti chiede investimenti

Il ‘giovedì nero’ è stata l’occasione per il presidente della Regione, Giovanni Toti, di rimarcare come «le infrastrutture siano indispensabili al progresso e alla sicurezza del nostro territorio: Terzo Valico, secondo anello ferroviario di Genova e Gronda autostradale di Ponente. La Liguria non può aspettare».

La A 10 è un’autostrada pericolosa

La A 10 è un’autostrada pericolosa e con standard di sicurezza da Paese sottosviluppato. Eppure proprio la A 10 si trova al quinto posto della poco lusinghiera classifica della autostrade più care d’Italia. Infatti per percorrere questo tratto di Liguria lungo quasi 160 chilometri, tra il casello di Genova Aeroporto e Ventimiglia, si spende la bellezza di 19 euro e 30 centesimi, non proprio un prezzo popolare. Per fare una media approssimativa si spendono circa 12 centesimi di euro per fare un semplice chilometro, a questi ovviamente vanno aggiunti i costi della benzina che non vedono abbassamenti significativi da diverso tempo. Anche ieri, con tutti i disagi, chi ha transitato per i tratti autostradali interessati dagli ingorghi, ha dovuto pagare. Uno scandalo per una Regione che da decenni si avvita su scelte che non è in grado di fare e dove la viabilità è un concetto ancora in via di definizione. La giornata di ieri, che non è così diversa da tante altre, consacra l’inettitudine di una classe politica (quella ligure) che ieri ha tenuto segregate migliaia di persone per ore. Giovanni Toti chiede, giustamente, il rilancio degli investimenti in infrastrutture. Ma, ingiustamente, non chiede scusa ai cittadini. Perché la responsabilità non è sua…