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Tpl toscano in mani francesi: dopo la gara e il ricorso, non si placano le polemiche. È Fs Italia, che controlla il consorzio Mobit uscito perdente nella maxi assegnazione dello scorso autunno, a dire ora la propria, replicando in una nota al duro attacco del Corriere fiorentino verso la qualità del servizio offerto, finora, da Ataf (Azienda trasporti dell’area fiorentina), tra i componenti di Mobit. L’intervento aggiunge un ulteriore elemento in una querelle già fitta di prese di posizione. Sul piatto c’è, infatti, la più grande gara per il trasporto pubblico mai bandita in Europa, dal valore di oltre quattro miliardi di euro in undici anni. La vittoria è andata al gigante transalpino Ratp. Mobit ha prontamente fatto ricorso, e ora Fs difende la bontà del servizio offerto a Firenze: «Il prezzo del biglietto, 1,20 euro, è il più economico di qualsiasi altra città italiana capoluogo di Regione o con più di 350.000 abitanti. Tanto più che è bloccato da 10 anni. In Ataf il parco mezzi è cresciuto negli ultimi anni di 150 nuovi bus di ultima generazione (Euro6), compresi i bussini elettrici a servizio del centro storico. Questo ha permesso un abbassamento dell’età media del parco autobus da 10 a 7 anni». I disagi riscontrati dall’utenza fiorentina vengono attribuiti ai cantieri: «La perdita di corsie dedicate e la congestione del traffico si traducono in tempi di percorrenza maggiori e quindi attese più lunghe alle fermate».

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