Tpl Napoli, l’Antitrust ricorre contro l’affidamento diretto ad ANM. Ma Comune e sindacati vogliono mantenere la soluzione in house
Mentre alcune gare di servizio stanno prendendo il via al Nord – Lombardia e Piemonte su tutte – e al Centro arriverà (prima o poi) quella per l’Umbria, in Campania, a Napoli, si sceglie ancora l’affidamento in house. E non vi è polemica, ma solo una constatazione. Ricapitoliamo brevemente: con una delibera della giunta del […]

Mentre alcune gare di servizio stanno prendendo il via al Nord – Lombardia e Piemonte su tutte – e al Centro arriverà (prima o poi) quella per l’Umbria, in Campania, a Napoli, si sceglie ancora l’affidamento in house. E non vi è polemica, ma solo una constatazione.
Ricapitoliamo brevemente: con una delibera della giunta del 30 dicembre 2025, il Comune concedeva la proroga all’Azienda Napoletana Mobilità fino al 2031. Una decisione criticata e osteggiata a “carte bollate” dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha presentato ricorso al TAR Campania contro la proroga dell’affidamento in house ad ANM.
Sul sito del Comune di Napoli viene riportato il resoconto della seduta della Commissione Infrastrutture, lavori pubblici e mobilità, riunitasi per esaminare le implicazioni del ricorso presentato dall’Antitrust. Si legge: «Il Direttore Generale di ANM Francesco Favo ha illustrato i termini del contenzioso in corso, chiarendo che l’Antitrust contesta ad ANM l‘assenza dei requisiti per l’affidamento in house, richiamando anche un orientamento di matrice comunitaria volto a favorire la liberalizzazione del settore». Ma il comune intende sosostenere la legittimità dell’affidamento «valorizzando la dimostrazione che i costi di gestione dell’azienda siano inferiori a quelli che deriverebbero da un affidamento esterno, come richiesto dalla normativa europea in materia».
Contrari alla gara e favorevoli dunque all’affidamento diretto i sindacati, che – si legge ancora – «hanno chiesto all’Amministrazione di procedere senza indugio all’assegnazione ad ANM di un contratto di lunga durata, che metta l’azienda nelle condizioni di programmare investimenti, effettuare nuove assunzioni e operare con maggiore autonomia gestionale, nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori. I sindacati hanno espresso una netta contrarietà alla privatizzazione, ritenuta incompatibile con la natura del trasporto pubblico locale e non garanzia di qualità del servizio».
Da Regione Campania 80 milioni per rinnovo flotta Napoli
Nel mentre, la Regione Campania ha stanziato un finanziamento di circa 80 milioni di euro (risorse POR Fesr) a favore del Comune i Napoli per agevolare il rinnovamento del parco mezzi urbani con veicoli di nuova generazione, sia autobus che tram. arricchire la flotta del servizio di trasporto urbano con mezzi di nuova generazione: 57,6 milioni sono stati destinati all’acquisto di 17 tram, mentre altri 22 milioni sono finalizzati all’acquisto di 60 bus elettrici a batteria.










