“Devo scendere!”. Il vizio di prenotare la fermata all’ultimo secondo
di Gianluca Celentano Oggi parliamo di trasporto pubblico e di quel vizio di prenotare la fermata in ritardo o comunque all’ultimo, ultimissimo secondo. Un gesto apparentemente innocuo, ma che può far scatenare l’ira di qualche viaggiatore (e di qualche autista), convinto di avere le proprie ragioni. Le fermate vanno prenotate per tempo e, quando si […]
di Gianluca Celentano
Oggi parliamo di trasporto pubblico e di quel vizio di prenotare la fermata in ritardo o comunque all’ultimo, ultimissimo secondo. Un gesto apparentemente innocuo, ma che può far scatenare l’ira di qualche viaggiatore (e di qualche autista), convinto di avere le proprie ragioni. Le fermate vanno prenotate per tempo e, quando si è in piedi, ci si deve sorreggere agli appositi sostegni. Questo è quanto molte aziende di trasporto ricordano attraverso la cartellonistica di bordo, indicazioni che troppo spesso finiscono per diventare semplice arredamento…
Il vizio del fuori fermata
Quando un autobus transita ormai in prossimità della fermata, diventa però azzardato tentare una frenata negli spazi dedicati, generalmente di circa 15 metri, per evitare di fermarsi oltre la banchina, con tutti i rischi che una brusca decelerazione potrebbe comportare per i passeggeri.
Del resto, il Codice della Strada impone al conducente di mantenere sempre il controllo del veicolo e di evitare manovre che possano compromettere la sicurezza. A fronte di queste regole, che i conducenti conoscono bene, capita con una certa frequenza che qualcuno suoni il campanello solo quando si accorge di essere arrivato nel punto giusto, ormai fuori tempo utile per fermarsi in sicurezza.
Le regole non sono un’opinione
Qualche passeggero prova anche a giocare la carta del dubbio “i suoi colleghi lo fanno“. Sono argomentazioni vecchie quanto il mondo, che fanno leva sull’incertezza, anche se è vero che qualcuno, talvolta, interpreta le regole a modo suo. In quel momento, però, l’autista rischia di passare per il “cattivo” agli occhi degli altri passeggeri, trovandosi sotto una pressione che fa leva più sul senso di colpa che sul rispetto delle regole. Una dinamica poco leale, soprattutto nei confronti di chi ha il dovere di mettere la sicurezza prima di tutto. Il più delle volte il viaggiatore si rassegna e scende alla fermata successiva facendo qualche passo in più. Ma se questa dovrebbe essere la normale regola della buona convivenza, c’è anche chi percorre il corridoio del bus per contestare il conducente, arrivando ad accendere inutili polemiche e pretendendo persino l’apertura delle porte fuori fermata.
Più informazione, meno tensioni
Le regole sono chiare, ma oggi troppo spesso si preferisce ignorarle. Succede perché qualcuno segue il percorso con Google Maps fino all’ultimo istante oppure perché utilizza saltuariamente il servizio di linea. C’è anche chi preme il pulsante a ogni fermata, pur senza dover scendere. Un tempo gli autobus effettuavano tutte le fermate: oggi, per fortuna, sono a richiesta. Un sistema pensato per rendere il servizio più rapido ed efficiente, a patto che venga utilizzato con buon senso.
Eppure, su molti autobus l’annuncio sonoro della fermata arriva con il giusto anticipo, accompagnando il passeggero e senza lasciarlo solo, in balia del “non sapere quando scendere”. A quanto pare, però, non basta. Almeno in Italia.
In altri Paesi, invece, il rapporto con il mezzo pubblico appare generalmente più disciplinato. Non abbiamo ricette magiche per cambiare questa situazione ma una convinzione sì: fare più informazione, anche su concetti che sembrano scontati, non farebbe affatto male. Sarebbe un piccolo investimento nella sicurezza di tutti e, forse, contribuirebbe anche a evitare inutili tensioni e attacchi gratuiti nei confronti del lavoratore che conduce il bus.
