Riceviamo e pubblichiamo due mail che ci sono giunte in redazione

Non trovo giusto che le aziende debbano farsi carico per la formazione dei nuovi conducenti; si deve fare pressione su un’unica ed esclusiva tematica: rompere le barriere d’accesso a questa professione. Considerando che su un’aula di venti persone per ottenere la CQC, non è detto che escono venti conducenti. Oggigiorno fanno le laure online: non capisco perché la CQC l’abbiano resa così difficile da ottenere. Insomma, semplificazione e meno burocrazia: abolizione esame CQC e fare corsi di formazione in azienda, così da creare un ponte tra domanda e offerta. E giusto un minimo di teoria, ma quello di cui ha bisogno un conducente, è tanta pratica, cosa che al momento non esiste. Anche una volta presa la patente, con la sola patente sia C che D comunque non si può salire su un mezzo per fare esperienza senza CQC. È una roba dell’altro mondo.

Ho letto l’articolo in cui l’UITP (Associazione Internazionale del Trasporto Pubblico) chiede di abbassare l età minima a 18 anni per l’ ottenimento della patente D e CQC. Ma allora, chiedo io, perché non togliere il limite massimo di età per patente D, norma che vige solo in Italia, nel resto della UE no, per ovviare alla problematica della carenza di autisti?!
IoI sono autista di bus da anni, ma, pur passando una eventuale visita medica con esito favorevole, tra qualche mese non potrò più guidare autobus, oltretutto neanche storici, a causa di questo mancato adeguamento delle leggi italiane a quelle europee…assurdo!

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