Un rallentamento della produzione? Una normale procedura nel periodo di “bassa stagione”? La fabbrica Byd di Guangzhou (gestita congiuntamente con il gruppo Gac) ha temporaneamente interrotto le operazioni, inviando i lavoratori in congedo fino al 31 maggio. Una decisione che sarebbe collegata ad un rallentamento del mercato cinese degli autobus elettrici causato dalla diminuzione dei sussidi governativi.

Guangzhou GAC Group BYD New Energy Bus Co. ha prontamente replicato alla notizia che ha iniziato a circolare nei giorni scorsi: la fabbrica è semplicemente entrata nella fase di rallentamento della produzione legata ai ritmi stagionali.

Byd Guangzhou

La diminuzione delle sovvenzioni

Il fatto che al momento il mercato degli autobus elettrici sia decisamente “politically driven” è ampiamente noto. La Cina ha in operazione circa il 99 per cento degli autobus elettrici in tutto il mondo, grazie ai sussidi governativi che fino a qualche anno fa permettevano di abbattere anche dell’80 per cento il costo d’acquisto. Ora, il governo ha ridotto i finanziamenti per i veicoli elettrici fino al 50%. E l’eliminazione di tutti i sussidi è prevista per il 2020-2021.

Sotto il nome “Guangzhou GAC Group BYD New Energy Bus Co.” si trova una joint venture tra Byd e Gac Group, che possiedono rispettivamente il 51 e il 49% delle azioni. Lo stabilimento di Guangzhou interromperà la produzione fino alla fine di maggio. I lavoratori legati alla produzione e i dipendenti dell’unità sono stati messi in congedo dal 1° marzo al 31 maggio. La chiusura “non avrà un impatto sulle vendite o sul business nel 2019 nel suo complesso”,” sottolinea BYD.

La stagionalità della produzione

Come riportato sul portale Gasgoo, “Gac Byd ha spiegato che l’andamento produttivo in alta stagione e in bassa stagione nel settore degli autobus elettrici sono evidentemente diverse. Poiché la joint venture sta entrando nella stagione di rallentamento, ha deciso di adeguare il lavoro per una parte dei dipendenti legati alla produzione”.

Byd sta investendo in maniera corposa in Europa: qualche giorno fa sono entrati in servizio i 30 elettrici per l’aeroporto di Bruxelles, e il gigante cinese ha realizzato uno stabilimento in Francia interamente dedicato al mercato del paese transalpino. Il resto dei mezzi per i mercati europei, oltre agli chassis per la Gran Bretagna, sono realizzati nel plant ungherese. Recentemente l’azienda ha tagliato il traguardo dei 50mila autobus elettrici prodotti. Inoltre, Byd ha consegnato 100 elettrici a Santiago del Cile e vinto una gara da 64 unità a Medellin.

Il mercato cinese degli autobus elettrici 2018

La dipendenza del mercato cinese degli autobus elettrici dalle sovvenzioni centrali, laddove ci fosse bisogno di una conferma, può essere rilevato in maniera assai chiara mettendo sotto la lente l’andamento e del mercato 2018. Da gennaio a maggio 2018, secondo un contributo della ricercatore di Interact Analysis Maya Xiao pubblicato da www.sustainable-bus.com, il mercato degli autobus elettrici in Cina ha conosciuto una rapida crescita per cinque mesi consecutivi. L’11 giugno 2018, la nuova politica di sussidi è stata completamente cambiata. Così, in quel mese, la crescita si è fermata, e le vendite dei cosiddetti “new energy buses” si sono fermate a quota 5.686 unità, con un calo del 28% rispetto al giugno 2017 e una diminuzione di quasi il 60% rispetto a maggio. Da giugno 2018, il tasso di crescita delle vendite di autobus elettrici, in Cina, è rimasto negativo per quattro mesi consecutivi. Il mese di settembre ha mostrato una leggera ripresa.

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