Lo stabilimento ungherese rimane il presidio più importante di BYD in Europa, il luogo da dove vengono ‘sfornati’ autobus elettrici per clienti dell’intero continente. Tranne la Francia, dove è stato recentemente inaugurato uno stabilimento focalizzato esclusivamente sul mercato transalpino. E proprio in Ungheria BYD è in cerca di nuovi lavoratori per ampliare l’organico, specialmente nell’ambito ricerca e sviluppo. Parola di Yongping Chen, managing director di BYD Hungary. Intervistato da AUTOBUS, ha voluto chiarire quali sono le prospettive dello stabilimento ungherese.

byd ungheria

Quali mezzi producete in Ungheria? Anche motori elettrici, moduli batterie e infrastrutture di ricarica sono realizzate nello stabilimento di Komárom? 

«In Ungheria produciamo principalmente autobus urbani elettrici da 12 m e presto anche quelli da 8,7 m e 18 metri. A partire da novembre 2018, inizieremo anche la produzione di telai per il nostro partner britannico Alexander Dennis per il mercato del Regno Unito. Motori elettrici, batterie e infrastrutture di ricarica sono costruiti altrove, soprattutto in Cina. BYD Ungheria ha prodotto e consegnato autobus elettrici da 12 metri ai clienti olandesi Connexxion e Syntus e alla svedese Nobina. Recentemente lo stabilimento ha raggiunto un’altra pietra miliare: vi vengono prodotti i trenta 12 metri per la Brussel Airport Company»

Quali sono i volumi di produzione dello stabilimento di Komárom?

«La nostra capacità produttiva è di 400 autobus all’anno lavorando su due turni, 200 procedendo a singolo turno. Inoltre realizziamo 300 chassis. La capacità è di 300 telai su un solo turno in un anno. Ciò significa che la capacità dell’intero stabilimento è di circa 1000 unità, tra autobus e telai, all’anno su due turni. Oltre all’investimento per la realizzazione dei telai, BYD Hungary ha investito nella creazione di una struttura di ricerca e sviluppo. Questo workshop è stato completato prima della fine di settembre di quest’anno e sarà utilizzato principalmente per lo sviluppo di nuovi prototipi di ebus. Attualmente stiamo assumendo nuovo personale in ambito di ricerca e sviluppo»

State pianificando qualche investimento per ampliare le attività in Ungheria?

«Attualmente abbiamo 210 lavoratori, di cui 20 ingegneri (principalmente ungheresi). Abbiamo l’obiettivo di raggiungere 250 persone impiegate. Sono in corso le procedure per l’assunzione dei 40 profili mancanti. Quando avremo raggiunto 250 lavoratori saremo in grado di portare la produzione al regime massimo consentito dallo stabilimento»

Lavorate con fornitori europei?

«Assolutamente sì. Anzi: stiamo lavorando per aumentare la quantità di componentistica proveniente dall’Europa. Sarà il 50 per cento»

Volete mandare un messaggio al mercato europeo relativamente alla situazione e al futuro dello stabilimento ungherese (derivate dalle dichiarazioni rilasciate ad AUTOBUS da Isbrand Ho, Managing Director BYD Europe, n.d.r.)?

«Sì, vorrei chiarire alcuni aspetti relativamente ad alcune recenti dichiarazioni. Oltre alla fabbrica ungherese abbiamo una fabbrica in Francia che però produce autobus esclusivamente per il mercato francese. Lo abbiamo inaugurato il 9 ottobre. Le attività dello stabilimento francese non influenzeranno le operazioni in Ungheria. Quello ungherese rimane il nostro stabilimento principale in Europa. Stiamo per assumere nuove persone per ampliare l’organico dell’azienda, aumentare l’efficienza, fornire veicoli di livello europeo ai nostri clienti»

È possibile che in futuro BYD produca le batterie in Europa?

«È troppo presto per dirlo, ma siamo alla ricerca di potenziali sedi in Europa»

Si fa un gran parlare di autobus elettrici, ma finora i numeri di mercato, in Europa, sono marginali. Quando avverrà, secondo lei, la svolta? Quando la svolta verso l’elettrico diventerà visibile dai numeri di mercato?

«Penso che siamo a un punto di svolta. Tanti operatori in tanti paesi europei vogliono passare al trasporto pubblico a zero emissioni. Questo è il motivo per cui, come BYD, ci stiamo innanzitutto concentrando sugli autobus urbani, che saranno seguiti dal coach elettrico»

In primo piano

Crossway Mild Hybrid NF: così Iveco Bus cavalca l’onda ibrida leggera

L’interurbano normal floor più diffuso in Europa non poteva non avvicinarsi a quella che qualcuno definisce ‘moda del momento’, cioè il mild hybrid. E lo fa in occasione degli ultimi aggiornamenti omologativi che riguardano il pacchetto Gsr2 nonché dell’interessante restyling frontale con tanto di n...

Articoli correlati

Autista fuori servizio sorpreso a comprare eroina: arrestato

Un autista di bus per i servizi di linea a Padova è stato pizzicato dalla polizia mentre acquistava eroina da un pusher. Fermato dagli agenti, l’uomo – in passato già sospeso dal lavoro per tre mesi proprio per essere risultato dai test positivo agli stupefacenti – ha ammesso di es...