Un anno dopo la presentazione della nuova piattaforma BredamenariniBus (ed in attesa della partenza effettiva dell’Industria Italiana Autobus assieme a King Long Italia che dovrebbe ridefinire anche i luoghi di produzione) i primi Citymood si stanno affacciando sul mercato italiano, proponendosi quale nuova alternativa ai soliti noti. In particolare, la versione da 10,6 metri, che presto vedremo sulle strade di Palermo a seguito dell’aggiudicazione di una gara per 18 pezzi con relativo full-service per cinque anni, sfrutta la modularità del progetto, partendo dal 12 metri ed intervenendo solo sull’accorciamento del passo

Interamente ridisegnato, l’abitacolo è caratterizzato da un andamento curvilineo del soffitto, decisamente più bello e moderno della gamma precedente. L’illuminazione è realizzata mediante lampade a led integrate longitudinalmente in due canalizzazioni del soffitto e protette con pannelli trasparenti. Gli sportelli sopra i finestrini nascondono buona parte dell’impianto elettrico ed alcuni componenti di quello pneumatico, nonché permettono il passaggio dell’aria climatizzata che viene diffusa sia al centro del padiglione sia lateralmente verso le vetrature. Le pannellature interne sono di colore chiaro e ben si abbinano alle cornici grigie dei finestrini in materiale plastico termoformato. Il pavimento è realizzato in legno multistrato rivestito da gomma colorata (a scelta) di tipo antisdrucciolo.

Già alla presentazione della gamma Euro VI sapevamo del ritorno della motorizzazione Iveco in Finmeccanica. Come per l’Urbanway, il Citymood monta il Cursor 9, propulsore da 8,7 litri turbo intercooler con sistema di alimentazione common rail Bosch. A differenza del suo predecessore Cursor 8, la pressione di iniezione arriva a 1.800 bar, ottimizzando la combustione ai fini della riduzione di HC e CO.

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