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Più di metà degli operatori di tpl italiani hanno sistemi di bigliettazione elettronica, e l’85 per cento di quelli che non ce l’hanno pensa di introdurli a breve. Il direttore di Asstra Emanuele Proia è intervenuto al Salone dei pagamenti di Milano, conclusasi pochi giorni fa, un appuntamento in cui il mondo bancario si è interrogato sulle strade da percorrere per rimanere al passo coi tempi in un società sempre più digitalizzata.

Tra le aziende aderenti all’organizzazione di categoria, che unisce società ed enti del tpl, il 63 per cento ha già introdotto sistemi di bigliettazione elettronica. Del resto, «i sistemi non cartacei di emissione e validazione dei biglietti sono essenziali per combattere la piaga dell’evasione tariffaria: oggi su 100 passeggeri trasportati mediamente 20 non pagano». Non si tratta solo di evasori volontari: «molti, soprattutto fra i viaggiatori occasionali, non pagano perché non sanno come fare per procurarsi i biglietti a terra, soprattutto la sera e nei giorni festivi. Fra quanti non pagano il biglietto volontariamente la maggior parte non sono, come molti pensano, gli extracomunitari, ma gli studenti. Abbiamo constatato che sistemi di pagamento come le App e gli Sms, particolarmente graditi ai giovani, contribuiscono a ridurre significativamente l’evasione. L’altro sistema in uso, pagare attraverso credito telefonico, sarebbe molto comodo ma sconta commissioni ancora elevate». Asstra ne ha approfittato per mettere in risalto una proposta: «Sarebbe molto utile anche la possibilità (che oggi non c’è perché il costo dei biglietti lo decidono le regioni) di introdurre una flessibilità tariffaria che tenga conto dei flussi: pagare meno nelle ore di morta, di più in quelle di punta. In altri paesi ha dato un contributo fondamentale a migliorare il servizio».

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