Questa volta facciamo una piccola eccezione: parliamo sempre di motori, ma usciamo dal perimetro degli autobus per una puntata nel mondo dell’automobile… di ieri.

Tra i padiglioni di AutoCollection 2026 al Parco Esposizioni di Novegro si è respirata un’aria particolare, cioè quella della meccanica di una volta, che molti autisti – ancora armati di passione – conoscono molto bene. Cruscotti essenziali, poche spie, leve del cambio e interruttori ridotti al minimo. Nel secolo scorso tutto era più semplice e intuitivo, insomma, eri tu a guidare il veicolo, non il veicolo a guidare te.

Passeggiando tra utilitarie e modelli che hanno fatto la storia – dalla Fiat 500 con il caratteristico cestino in vimini alle inconfondibili Citroën 2CV – il contrasto con i mezzi moderni appare immediato. E forse, osservando anche una Fiat Uno, si avverte quanto il tempo sia passato in fretta. L’automobile di allora doveva conquistarti ed era soprattutto meccanica pura, con cui bisognava imparare a dialogare. 

Oggi lo stesso discorso vale anche per autobus e mezzi professionali, dove elettronica di bordo, sistemi ADAS, centraline e diagnostica governano gran parte delle funzioni. Tecnologie fondamentali per sicurezza e comfort, certo, ma non sempre sinonimo di zero problemi. E lo sappiamo bene.

A Novegro, tra cofani aperti e plance analogiche, il tempo sembra fermarsi. Ed è proprio lì che si capisce quanta strada (in tutti i sensi) abbia fatto il mondo dei motori. Anche per chi, ogni giorno, si mette al volante di un autobus.

di Gianluca Celentano

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