Tibus ha presentato ricorso al Tar per impugnare la delibera della giunta capitolina volta a delocalizzare l’autostazione Tiburtina nel polo Anagnina. Il trasferimento dell’autostazione comporterebbe lo spostamento di 8 milioni di passeggeri, pendolari, studenti, dall’altro capo della città e una spesa di 600mila euro per riqualificare la zona di Anagnina.

terminal bus ad Anagnina

Il ricorso di Tibus

Dall’autostazione Tiburtina passano 600 corse al giorno tra arrivi e partenze gestite da 103 azienda di trasporto. Sul tema dello spostamento dell’autostazione ad Anagnina, si è sollevata negli scorsi mesi una forte protesta. “Impugneremo la delibera e lo stesso faranno anche gli operatori del settore, d’accordo con i comitati di quartiere. Inoltre abbiamo chiesto alle associazioni di categoria di attivarsi con il comune di Roma, con il ministero dei Trasporti ma anche con i presidenti delle Regioni toccate dai vettori perché si organizzi un incontro e perché si costituisca un tavolo politico”, affermava a inizio novembre Tullio Tulli, consigliere d’amministrazione di Tibus, società proprietaria dell’hub di Tiburtina. Alle parole sono seguiti i fatti. Il ricorso è stato presentato ai giudici amministrativi.

Confusione sui progetti di spostamento dell’autostazione

Con la delibera impugnata da Tibus, il comune ha deciso di delocalizzare l’autostazione Tiburtina su una porzione di area sita all’interno del “nodo Anagnina” da destinare alla sosta onerosa e alla fermata dei mezzi adibiti alle linee di trasporto pubblico interregionali, nazionali e internazionali, quale conseguenza della decisione di procedere allo sgombero dell’area attualmente gestita dalla Tibus S.r.l. e, nell’immediato, ad internalizzare la gestione di quest’ultima, prevedendo una spesa di 600mila euro per il nuovo hub. A complicare la questione, inoltre, fa presente Anav, vi è la mozione adottata lo scorso 28 novembre dall’Assemblea capitolina che, confermando il gravoso progetto di spesa pubblica per l’area di Anagnina, la vedrebbe però utilizzata solo per le linee provenienti dal Sud Italia pari a circa il 40% del totale, e trasferirebbe tutte le altre linee dall’altro lato della stazione Tiburtina, cioè il piazzale est.

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