“Vergognatevi”. Durissima la lettera vergata e firmata dai dipendenti dello stabilimento di Flumeri di Industria Italiana Autobus, il cui futuro rimane ancora incerto. Così come rimane incerto quello del plant di Bologna, dove – forse – rimarranno solo i reparti di ricerca e sviluppo.

Di seguito il contenuto della lettera: “Carissimo sindaco di Avellino, Carissimo sindaco di Flumeri, Carissimo sindaco di Ariano Irpino, Carissimo sindaco di Grottaminarda, Carissimo sindaco di Sturno, Carissimo sindaco di Frigento, Carissimo sindaco di Gesualdo, Carissimo sindaco di Mirabella Eclano, Carissimi sindaci della Baronia, Carissimi sindaci di tutta la provincia di Avellino...i lavoratori di Industria Italiana Autobus non hanno parole per commentare l’indifferenza delle istituzioni locali e Regione Campania, che hanno mostrato nei confronti dell’azienda per l’uscita di Leonardo dalla compagine societaria e per il futuro incerto, anzi quasi scontato. Però qualcosa hanno da dire: VERGOGNATEVI!!!Lo stabilimento di Valle Ufita è stato oggetto di campagne elettorali da diversi anni e trasversalmente usato da tutti i partiti politici, dal PD a Forza Italia dalla Lega al Movimento 5 stelle, da Renzi alla Meloni. Con gli spot e con le parole tutti bravissimi poi concretamente sono pari a zero. VERGOGNATEVI!!!”.

Gli operai di Flumeri sono contrari alla privatizzazione che seguirebbe l’uscita di Leonardo (col 27% delle quote) dall’azionariato. E per questa ragione annunciano una mobilitazione generale a Roma, dopo lo sciopero di 8 ore di venerdì 19 gennaio.

Il 27% di IIA dovrebbe passare al gruppo casertano Seri Industrial. Un gruppo che, come scrive il Corriere della Sera, è “attenzionato dalla magistratura per criticità di tipo fiscale ed edilizio e visto con molta diffidenza dai sindacati“. Non c’è soli Seri Industrial alla finestra, ma anche – come già raccontato – l’imprenditore Valerio Gruppioni, Sira Group.

«Siamo in procinto di affrontare passaggi decisivi e forte è la preoccupazione per il futuro — sottolineano i rappresentanti sindacali di Bologna Cristiano Bruni (Fiom), Emilio Vincenzi (Fim) e Roberto Ferrari (Uilm) —. Chiediamo un piano industriale solido di rilancio e la conferma della presenza dell’azionista pubblico. Se un nuovo partner industriale deve entrare nella compagine societaria deve trattarsi di un soggetto serio e credibile, che si affianchi all’azionista pubblico senza sostituirlo. Qualsiasi operazione contraria incontrerà l’opposizione del sindacato e dei lavoratori», il punto dei sindacati, così come registrato dal Corsera.

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