Blablabus punta sulla qualità del trasporto, sulla sicurezza, il comfort del passeggero e su una piattaforma multimodale. Ad erogare il servizio sono le aziende che hanno sottoscritto una partnership con la stessa Blablabus . «Sì, ma noi siamo diversi. Quello che instauriamo con i vettori è un vero rapporto di collaborazione. E le differenze tra la nostra offerta e quella di altre aziende presenti sul mercato sono evidenti», ci dice Alessandro Razze, Bus operation manager Italy Blablacar.

Razze, prima domanda: cosa richiedete alle aziende vostre partner?

«I nostri partner sono tutte aziende qualificate che hanno una loro storia e dimensioni tali da garantire a noi, ma soprattutto all’utente, alti livelli di affidabilità. Le posso dire che prima di arrivare alla definizione del contatto realizziamo un audit per capire l’organizzazione operativa dell’azienda e i livelli di qualità. Fondamentale è l’analisi del parco rotabile, le nostre richieste in tema di sicurezza e comfort sono stringenti».

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Come sono gli autobus Blablabus?

«Hanno le caratteristiche di un autobus di lusso con una distanza tra i sedili che consente di affrontare un lungo viaggio. Per esempio su un 13 metri due assi abbiamo 50 posti a sedere cioè 79 centimetri tra un posto e l’altro. A bordo sono presenti wi fi, prese elettriche, usb, toilette e tutti i comfort del caso.. Il comfort è sicuramente una punto importante, ma non è il solo…».

Quali sono gli altri?

«La sicurezza è nel nostro Dna. Noi richiediamo autobus Euro VI con tutti i sistemi di sicurezza obbligatori. Ma questo non ci basta. Infatti, anche se non è obbligatorio in Italia, Blablacar richiede l’Alcolock».

Sul piano di relazione tra voi e il vettore, qual è la differenza che vi caratterizza rispetto alla concorrenza?

«Il vettore è un vero partner ed è coinvolto sin dalla definizione del tipo di servizio. Accompagniamo il partner in fase di allestimento dell’autobus, nella selezione e nella formazione del personale. Il percorso formativo ha una durata di un’intera giornata e prevede una serie di interventi successivi di verifica e ripetizione, degli audit con frequenze che possono variare dai nove mesi ai due anni a seconda dei risultati precedenti. Con i partner è un lavoro in team…».

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Come?

«I partner sono coinvolti in tutto il processo e non sono trattati con dei meri prestatori d’opera. Vengono inizialmente coinvolti nella definizione del minimo garantito, nell’ottimizzazione degli orari dei tragitti e c’è un’interazione continua sia in fase di avvio del progetto sia per il supporto in itinere. E poi i nostri partner hanno accesso a una rete internazionale con un forte timbro multimodale che ha un potenziale enorme».

Parliamo di sicurezza, come affrontate questo tema?

«Come ho detto prima la sicurezza è cruciale tanto che, come ho già ricordato, richiediamo tecnologie come quella dell’Alcolock che non sono nemmeno obbligatorie ma che riteniamo essere importanti. Poi il personale è formato e sensibilizzato sul tema, tema che comunque è ripreso in tutte le fasi successive di richiami di formazione».

Restiamo sul partner. Quali sono le garanzie che potete offrire ai vostri vettori?

«Questa domanda ci riporta alla base: il dato. Se decidiamo di inaugurare una linea, infatti, è perché abbiamo una ragionevole certezza che possa funzionale e che abbia numeri tali da non erodere la nostra proposta ‘car’. In più per noi è fondamentale la concertazione tra le parti per la definizione del minimo garantito che permetta al vettore di sentirsi tranquillo sia sul piano degli investimenti sia sul piano della remunerazione del capitale».

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