È nato OIP, Osservatorio Impatto Pneumatici, dedicato all’inquinamento da abrasione degli pneumatici
Un nuovo progetto di ricerca, divulgazione e sensibilizzazione per studiare un fenomeno ancora poco conosciuto: le particelle generate dall’usura degli pneumatici durante la loro vita utile e il ruolo che una corretta manutenzione può avere nella riduzione dell’impatto ambientale delle flotte. Ogni giorno milioni di pneumatici percorrono le strade italiane. Ogni chilometro genera un fenomeno […]
Un nuovo progetto di ricerca, divulgazione e sensibilizzazione per studiare un fenomeno ancora poco conosciuto: le particelle generate dall’usura degli pneumatici durante la loro vita utile e il ruolo che una corretta manutenzione può avere nella riduzione dell’impatto ambientale delle flotte.
Ogni giorno milioni di pneumatici percorrono le strade italiane. Ogni chilometro genera un fenomeno tanto inevitabile quanto poco conosciuto: l’abrasione del battistrada. Un processo naturale che, nel tempo, porta alla dispersione nell’ambiente di particelle prodotte dall’attrito tra pneumatico e pavimentazione stradale.
Negli ultimi anni il dibattito sulla sostenibilità degli pneumatici si è concentrato soprattutto su due aspetti: da una parte lo sviluppo di materiali sempre più sostenibili e performanti, dall’altra la gestione degli “Pneumatici Fuori Uso” (PFU), oggi regolamentata da un sistema di raccolta e recupero tra i più evoluti d’Europa.
Esiste però una fase che continua a ricevere molta meno attenzione. È quella che accompagna lo pneumatico per tutta la sua vita operativa. Decine di migliaia di chilometri durante i quali il battistrada si consuma progressivamente, vengono generate particelle da abrasione e numerosi fattori – come la pressione di gonfiaggio, la scelta dello pneumatico più adatto al tipo di servizio, la manutenzione preventiva, l’assetto del veicolo e le condizioni di utilizzo – possono influenzare in modo significativo il livello di usura, il consumo di carburante e la quantità di materiale dispersa nell’ambiente.
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Cosa è e perché è nato l’OIP – Osservatorio Impatto Pneumatici
È proprio da questa consapevolezza che nasce OIP – Osservatorio Impatto Pneumatici, il primo osservatorio italiano dedicato all’inquinamento da abrasione degli pneumatici. Promosso da EM Fleet Srl, OIP nasce con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di conoscenze, dati e analisi su un tema destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nelle future politiche ambientali e nella gestione sostenibile delle flotte.
OIP nasce da una domanda tanto semplice quanto provocatoria, al centro del video di lancio realizzato da Enrico Massi, CEO di EM Fleet Srl e promotore dell’Osservatorio: “Dove finiscono i 13 chilogrammi che scompaiono da uno pneumatico?“.
È una domanda che invita a riflettere su un fenomeno spesso invisibile, ma presente ogni giorno sulle nostre strade. Proprio da questo interrogativo prende avvio il lavoro dell’Osservatorio: comprendere, misurare e diffondere conoscenza sull’inquinamento generato dall’abrasione degli pneumatici e sul contributo che una gestione più evoluta può offrire per ridurne l’impatto ambientale.
Secondo le elaborazioni tecniche di EM Fleet, uno pneumatico destinato ad autobus o veicoli industriali può perdere mediamente circa 13 chilogrammi di materiale durante il proprio ciclo di utilizzo.
Quel materiale non scompare. Una parte rimane depositata sulla pavimentazione stradale, una parte viene trasportata dalle acque meteoriche verso le reti di drenaggio e le acque reflue, mentre una quota viene dispersa nell’aria sotto forma di particelle generate dalla normale abrasione del battistrada.

Se un veicolo industriale è equipaggiato con sei pneumatici, significa che nel corso della vita di un treno di gomme saranno dispersi nell’ambiente oltre 78 chilogrammi di materiale. In una flotta composta da appena 100 veicoli si parla già di quasi 8 tonnellate di materiale generate durante un solo ciclo completo di utilizzo degli pneumatici, numeri che aiutano a comprendere la dimensione di un fenomeno ancora poco conosciuto e raramente misurato.
Esiste poi un dato che rende ancora più intuitivo questo processo. Uno pneumatico nuovo perde mediamente circa tredici millimetri di battistrada durante la propria vita utile. ciò significa che, come ordine di grandezza, ogni millimetro di battistrada consumato corrisponde a circa un chilogrammo di materiale che lascia lo pneumatico durante il suo utilizzo.
Un’immagine semplice ma efficace per comprendere quanto materiale venga progressivamente disperso lungo migliaia di chilometri.
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Un osservatorio nato per misurare ciò che finora è rimasto invisibile
L’obiettivo di OIP non è limitarsi a descrivere il fenomeno. L’Osservatorio nasce per raccogliere dati, sviluppare analisi, favorire la ricerca, diffondere conoscenze e promuovere un confronto tra istituzioni, università, flotte, produttori e operatori del settore. L’ambizione è contribuire a costruire una base di conoscenze condivisa su un tema destinato ad assumere un’importanza crescente nel dibattito sulla sostenibilità della mobilità.
Attraverso studi, approfondimenti tecnici, campagne di sensibilizzazione e pubblicazioni periodiche, OIP intende contribuire a comprendere come una gestione più evoluta degli pneumatici possa incidere concretamente sulla riduzione dell’usura, dei consumi di carburante e dell’inquinamento generato dall’abrasione.
E si tratta di un progetto aperto alla collaborazione: l’Osservatorio promuoverà collaborazioni con università, enti di ricerca, istituzioni pubbliche, produttori di pneumatici, gestori di flotte, associazioni di categoria e tutti gli operatori interessati ad approfondire il tema dell’inquinamento da abrasione degli pneumatici.
Entro il 2027 sarà pubblicato il primo Rapporto OIP, una pubblicazione annuale dedicata all’analisi dell’inquinamento da abrasione degli pneumatici e del contributo che una corretta gestione tecnica può offrire alla riduzione dell’impatto ambientale delle flotte.
