di Gianluca Celentano

Il 17 agosto 1840 veniva inaugurato il primo collegamento ferroviario tra Milano e Monza. Sono trascorsi 186 anni e la strada, oltreché la storia, continua, ma un dato incuriosisce ancora oggi. Quel viaggio durò appena 19 minuti. Oggi, con i collegamenti ferroviari più veloci, ne bastano una decina. E in futuro alla storica relazione si aggiungerà anche l’attesa M5. 

Era il 17 agosto 1840 quando la locomotiva a vapore Lombarda percorse i 12,8 chilometri tra Milano Porta Nuova e Monza. Era la prima ferrovia dell’Italia settentrionale e la seconda della penisola dopo la Napoli-Portici. Il viaggio inaugurale durò 19 minuti, un tempo sorprendente per l’epoca.

Nel 2026, per dire, i collegamenti ferroviari più veloci tra Monza e Milano Centrale impiegano circa 10 minuti. In 186 anni di progresso tecnologico, il puro tempo di percorrenza sulla relazione si è quindi ridotto di una decina di minuti. Sono cambiate stazioni, infrastrutture, materiale rotabile e soprattutto la quantità di persone trasportate. Pensate che nel 1840 il treno era ancora una novità, eppure il successo della lineaa Milano-Monza fu immediato ed entro la fine di quell’anno la nuova ferrovia aveva già trasportato oltre 150mila passeggeri. 

Monza-Milano: dal treno al bus

Oggi Monza e Milano sono unite da una rete di trasporto molto più articolata. Il ferro resta la soluzione più rapida. Da Monza transitano le linee ferroviarie suburbane S7, S8, S9 e S11, oltre ai collegamenti regionali e RegioExpress. A seconda del servizio e della stazione milanese scelta, il viaggio può richiedere da una decina di minuti a circa un quarto d’ora. C’è poi il trasporto su gomma con interscambio a  Sesto San Giovanni FS/M1per raggiungere Monza FS. Una linea su gomma che non lascia sola la Brianza proseguendo sino a Macherio, Carate Brianza e Mariano Comense. 

E arriverà la M5

Il prossimo grande capitolo della relazione Milano-Monza sarà sotterraneo e nel giugno 2026 è stato pubblicato il bando per la realizzazione del prolungamento della M5 da Bignami fino a Monza, un’opera da circa 1,9 miliardi di euro. Il nuovo tratto sarà lungo 12,6 chilometri e comprenderà 11 nuove fermate: Testi-Gorky, Rondinella-Crocetta, Lincoln, Cinisello-Monza, Campania, Marsala, Monza FS, Trento e Trieste, Parco-Villa Reale, Ospedale San Gerardo e Polo istituzionale. Il suo vantaggio sarà portare un collegamento diretto e rapido dentro i quartieri e poli strategici di Monza che oggi non dispongono del ferro.

186 anni dopo, la sfida non è soltanto correre

Il confronto più interessante dal lontano 1840 è la grande conquista di raggiungere Milano in 19 minuti. Nel 2026 il treno può farlo in circa dieci, mentre autobus, metropolitana e ferrovia stanno costruendo una rete sempre più integrata. La storia della Milano-Monza ricorda però qualcosa di molto attuale, cioè che nel trasporto pubblico la velocità conta, ma contano altrettanto frequenza, capillarità e investimenti. Anche perché, dopo 186 anni, il vero banco di prova non è soltanto arrivare prima, ma fare in modo che il trasporto pubblico funzioni, ogni giorno, per tutti.

PHOTO CREDIT: Luigi Mantovani – F. L. Montini, Veduta dell’Imperial Regia Privilegiata Strada Ferrata da Milano a Monza, ca. 1840 / Österreichische Nationalbibliothek (ÖNB)

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