Superato, e neanche di poco, il tetto delle 4.000 targhe. Il 2025 è stata un’altra ottima annata per il mercato dell’autobus italiano, che ha sì chiuso in flessione (del 15,8%) rispetto al forse irripetibile 2024 – quando le immatricolazioni toccarono quota 4.900 – , ma che mette a referto la bellezza di 4.112 unità sopra le otto tonnellate. Tolto il 2024 e il 2023 (4.105), bisogna andare indietro fino al 2004 (!) per trovare un simile volume: 4.016. Insomma, la spinta propulsiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – in scadenza al 30 giugno 2026 – si è affievolita rispetto all’anno passato, ma ha regalato un bel colpo di coda.

Autobus urbani, interurbani e turistici

Grazie ai dati raccolti e messi a disposizione da Anfia, iniziamo ad analizzare l’immatricolato per profilo di missione. La fetta più grande è rappresentata dai Classe I, a quota 1.841 pezzi, pari al 44,8% del totale. Dunque i Classe II con 1.211 targhe e il 29,4% di share. Quindi i Classe III, che sono cresciuti del 61,7% rispetto al 2024: dai 648 dell’anno passato ai 1.048 del 2025. Un quarto dell’immatricolato, per l’esattezza il 25,5%, è rappresentato dai coach. Ed è un numero davvero importante.
Infine i pochi scuolabus sopra le 8 ton di ptt: sono appena 12 (lo 0,3%), ma la stragrande maggioranza dei mezzi scolastici è sotto la suddetta soglia: calcolando anche i leggeri, infatti, se ne contano 577.

Elettrico, diesel, gas, ibrido e idrogeno

Passiamo ora alle tipologie di trazione. C’è subito da sottolineare un dato “storico”: il 30% delle 4.112 targhe è rappresentato dagli elettrici, che con 1.230 targhe (+20% sul dato 2024) superano come numero i Classe II. E non solo: 1.201 sono gli elettrici nel segmento degli urbani (1.842), pari al 65,2% dei nuovi Classe I immatricolati.

Il diesel rimane la tecnologia di trazione con più immatricolazioni, ma continua a perdere quote: dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 si registrano infatti 1.573 autobus a gasolio (-9% sulle 1.729 del 2024), pari al 38,2% del totale.

Quasi un quarto dell’immatricolato è a gas: 956, infatti, i veicoli a metano (di cui 921 Cng e 35 Lng), per uno share del 23,2%. In netto calo l’ibrido nelle sue varie forme: 319 targhe pari al 7,8%. Infine, si contano anche 34 autobus a idrogeno, lo 0,8% del totale.

La classifica dei costruttori di autobus

In attesa del servizio speciale che troverete sul numero di gennaio-febbraio di AUTOBUS (sei pagine interamente dedicate al mercato 2025), diamo una rapida scorsa ai risultati ottenuti dai costruttori. Non cambia il market leader, che è sempre Iveco Bus: 1.459 targhe e quota del 35,5%. Alle sue spalle cresce Daimler Buses, grazie a 614 Mercedes-Benz e 133 Setra, per un totale di 747 unità (18,1%). La terza forza in campo è Solaris con 348 immatricolazioni (8,5%), seguita da MAN con 257 (tra cui 71 Classe III del brand Neoplan) per uno share del 6,2%. Molto vicino al Leone c’è il Grifone: Scania ha messo a referto 246 targhe (6%), all’interno delle quali – come sempre ricordiamo – bisogna però considerare anche i modelli Irizar su telaio svedese. E a proposito di Irizar, il costruttore basco si posiziona all’undicesimo posto con 79 (1,9%).

Molto bene Karsan con 158 autobus targati (tutti elettrici) e quota del 3,8%. Distante quattro unità, a 154 ecco King Long (3,7%), quasi agguantata da Menarinibus a 152 (3,7%). Sopra quota cento immatricolazioni troviamo anche Otokar: 104 per uno share del 2,5%. Appena sotto Yutong con 95 pezzi (anch’essi tutti a batteria) e quota del 2,3%. Poi Temsa a 57 (1,4%) e Isuzu a 55 (1,3%).

Sotto l’1% di quota di mercato tutti gli altri, ovvero: BMC e Rampini a 35, Bluebus a 24, Higer a 23, CRRC a 20, Ayats a 16, BYD a 14, Guleryuz a 10, Van Hool a 7, VDL a 6, Caetano a 5, Volvo a 3 e Alfabus a 2.

Il dato geografico delle immatricolazioni

Chiudiamo questa rassegna con la fotografia geografica delle 4.112 immatricolazioni. Bene, è il Nord a rappresentare l’area dello Stivale dove sono stati targati più veicoli: 1.568 (il 38,1%), di cui 839 nel Nord-Ovest e 729 nel Nord-Est. Dunque il Sud e le Isole con 1408 (34,3%) e il Centro: 1136 (27,6%).

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